MISTERI DEL CASO MORO, PARLA IMPOSIMATO A TELEVIDEO

Lo aveva scritto in uno dei suoi libri che Aldo Moro “Doveva morire”. La tesi del giudice Ferdinando Imposimato dà il titolo al testo del 2008. Ma la vera notizia è che non fu mai smentito, neanche da Cossiga o da Andreotti. Imposimato al teatro Lo Spazio di Roma, dov’è in scena “Moro, i 55 giorni che cambiarono l’Italia” con Ulderico Pesce, scritto grazie alle clamorose scoperte del giudice, parla in esclusiva a Televideo.

Se Moro fosse diventato capo dello Stato? L’Italia «sarebbe stata molto diversa. Aveva il culto dell’eguaglianza sociale e combatteva i privilegi delle caste. Il suo patto non lo voleva nessuno», risponde Imposimato. «L’indagine non mi fu affidata come per Legge, ero il giudice istruttore. Ma se ne occupò l’Ucigos, creato dal ministro dell’Interno Cossiga a due mesi dal rapimento di Moro», racconta Imposimato. «Ricevetti poi le carte, ma in ritardo, il 17 maggio, 8 giorni dopo la morte di Moro. Mai avrei pensato a un interferenza del Ministero, questo l’ho scoperto 30 anni dopo. Capii che molti documenti vennero occultati da un comitato di crisi formato da Piduisti, e ne faceva parte Pieczenik (funzionario del Pentagono), indagato ora dalla Procura di Roma verrà interrogato. Coinvolti pure Kgb, Mossad, palestinesi… Il patto storico di Moro non lo voleva nessuno». «Steve Pieczenik è accusato di concorso in omicidio. Ci furono 50 possibilità di salvare Moro,ma non c’era l’intenzione. Pieczenik disse che era un complotto ad altissimo livello»,aggiunge Imposimato, legale di Maria Fida, figlia di Moro. “Lo Stato è stato”, dice sul palco Pesce nei panni di Ciro, fratello di uno della scorta. Molto da chiarire, tante le scoperte scottanti: «Cossiga e Andreotti non vollero liberare il terrorista Buonoconte in cambio del rilascio di Moro. Ma dopo venne scarcerato perché malato. Poi, la presenza del col. Gugliemi del Sismi, in v. Fani la mattina del 16 marzo 1978. Disse che andava a casa del gen. D’Ambrosio,che abitava lì, ma smentì». Alla serata teatrale speciale,alla quale solo Televideo era presente come testata giornalistica, hanno partecipato i parenti di uno dei 5 uomini della scorta di Aldo Moro: Giovanni, figlio dell’appuntato dei carabinieri, Domenico Ricci, e il nipote 18enne che porta il nome del nonno. «Avevo 11 anni quando vidi sul giornale in edizione straordinaria l’immagine di mio padre morto al volante dell’auto di scorta.Auto non blindate; furono chieste ma mai date», commenta Giovanni Ricci, 48enne, sociologo. Di cosa bisogna avere paura? «Non conoscere la verità».

(Interviste di Mariaceleste de Martino)

http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/solotesto.jsp?pagina=161&sottopagina=01

http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/catturaSottopagine.jsp?pagina=162&regione=

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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