Ma se ghe penso

Ma se ghe penso

(Mario Cappello) 1925

« O l’ëa partîo sensa ’na palanca,

l’ëa zà trent’anni, forse anche ciû.

Ô l’aiva lottòu pe mette i dinæ a-a banca

e poèisene ancon ûn giorno turnâ in zû

e fâse a palassinn-a e o giardinetto,

co-o rampicante, co-a cantinn-a e o vin,

a branda attaccâa a-i ærboi, a ûso letto,

pe dâghe ‘na schenâa seja e mattin.

Ma o figgio ô ghe dixeiva: “No ghe pensâ

a Zena cöse ti ghe vêu tornâ?!”

Ma se ghe penso allôa mi veddo o mâ,

veddo i mæ monti e a ciassa da Nûnsiâ,

riveddo o Righi e me s’astrenze o chêu,

veddo a lanterna, a cava, lazû o mêu…

Riveddo a-a seja Zena inlûminâa,

veddo là a Fôxe e sento franze o mâ

e allôa mi penso ancon de ritornâ

a pösâ e össe dove’hò mæ madonnâa.

O l’ëa passòu do tempo, forse tróppo,

o figgio o l’inscisteiva: “Stemmo ben,

dove ti vêu anâ, papà?.. pensiemmo dóppo;

o viaggio, o mâ, t’é vëgio, no conven!”

“Oh no, oh no! mi me sento ancon in gamba,

son stanco e no ne pòsso pròppio ciû,

son stûffo de sentî: señor, caramba,

mi vêuggio ritornâmene ancon in zû…

Ti t’é nasciûo e t’hæ parlòu spagnòllo,

mi son nasciûo zeneise e… no ghe mòllo!”

Ma se ghe penso allôa mi veddo o mâ,

veddo i mæ monti e a ciassa da Nûnsiâ,

riveddo o Righi e me s’astrenze o chêu,

veddo a lanterna, a cava, lazû o mêu…

Riveddo a-a seja Zena inlûminâa,

veddo là a Fôxe e sento franze o mâ

e allôa mi penso ancon de ritornâ

a pösâ e osse dove’hò mæ madonnâa.

E sensa tante cöse o l’è partîo

e a Zena o g’ha formòu torna o sêu nîo. »


********************************************************
« Era partito senza un soldo,
erano già trent’anni, forse anche più.
Aveva lottato per mettere i soldi in banca
e potersene un giorno tornare ancora giù
e farsi la palazzina e il giardinetto,
con il rampicante, con la cantina e il vino,
la branda attaccata agli alberi a uso letto,
per coricarcisi sera e mattina.
Ma il figlio gli diceva: “Non ci pensare
a Genova cosa [perché] ci vuoi tornare?!”
Ma se ci penso allora io vedo il mare,
vedo i miei monti e piazza della Nunziata,
rivedo il Righi e mi si stringe il cuore,
vedo la Lanterna, la cava, laggiù il molo…
Rivedo la sera Genova illuminata,
vedo là la Foce e sento frangere il mare
e allora io penso ancora di ritornare
a posare le ossa dove sono i miei avi.
Ed era passato del tempo, forse troppo,
il figlio insisteva: “Stiamo bene,
dove vuoi andare, papà?..[ci] penseremo dopo;
il viaggio, il mare, sei vecchio, non conviene!”
“Oh no, oh no! mi sento ancora in gamba,
sono stanco e non ne posso proprio più,
sono stufo di sentire: señor, carramba,
io voglio ritornarmene ancora in giù…
Tu sei nato [qui] e hai parlato spagnolo,
io sono nato genovese e… non ci mollo!”
Ma se ci penso allora io vedo il mare,
vedo i miei monti e piazza della Nunziata,
rivedo Righi e mi si stringe il cuore,
vedo la Lanterna, la cava, laggiù il molo…
Rivedo la sera Genova illuminata,
vedo là la Foce e sento frangere il mare,
e allora io penso ancora di ritornare
a posare le ossa dove sono i miei avi.
E senza tanti indugi è partito
e a Genova ha formato di nuovo il suo nido. »

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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