Il libro di Zǒng Báichī XXXVII

Zong báichi 37

«L’origine dei conflitti? Si narrano molte, troppe leggende, nessuno sa con certezza perché tra due persone sia esplosa una tensione degenerata poi in ostilità vera, coinvolgendo altre persone, sempre di più, fino ad allargare la contesa in modo tale da non riuscire più a contare il numero degli antagonisti…

Non credere al mito che racconta l’inizio del conflitto nato tra due consanguinei. E non ci sono nemmeno divinità che hanno deciso di punire l’umanità per errori commessi o per mancate devozioni. Pensi davvero che gli dèi siano così sciocchi da vendicarsi seminando odio e scatenando furori omicidi? Se fosse così, che vita misera e noiosa sarebbe quella degli dèi!

Allora come nasce tutto questo? Perché non si riesce mai a mettere la parola fine a un discorso nato chissà quando e chissà dove? Poniamo che due soggetti di nome Hépíng e Zhànzhēng abbiano vissuto in armonia insieme fino a un certo punto… Cosa è successo per metterli in contrasto? Un’incomprensione? Un fraintendimento? Allora l’armonia tra di loro non era così stabile per dover essere interrotta un giorno… O forse questa “armonia” aveva un nome… si chiamava Wúzhī, ed era una falsa armonia, una sorta di profonda inettitudine incapace di rivelarsi. Hépíng e Zhànzhēng erano entrambi schiavi di Wúzhī, non sapendolo, per questo un giorno si incontrarono e non si capirono… No, non voglio minimamente far riferimento a un’altra leggenda sulla confusione delle lingue, dico soltanto che Wúzhī si era talmente impadronita dei due da impedire loro di confrontarsi. Il nome di questa falsa “armonia” potrebbe essere anche “paura”. Sì, la paura di non capire, di sentirsi al di sotto, di scoprire la propria umiliante ignoranza. E Wúzhī mise le ali a questa paura, la rese forte, invincibile, la costrinse a istigare lo scontro frontale… Sì, perché Wúzhī vuole che tu non conosca, vuole soltanto condurti al punto di accantonare i tuoi limiti togliendo di mezzo tutti quelli che si frappongono e mostrano l’evidenza della tua ignoranza. Wúzhī vuole vincere, perché è la prima ad aver paura della sconfitta, non si fa scrupoli quando coinvolge due o più soggetti. Hépíng e Zhànzhēng? Non importa chi dei due sopravviva. Uno deve perire perché Wúzhī trionfi. Oppure entrambi. Tanto ci saranno altri Hépíng e Zhànzhēng sul suo cammino e continueranno a scannarsi a vicenda.

Gli uomini sono povere vittime di Wúzhī, dell’ignoranza, o meglio, della pigrizia e della paura che l’ignoranza trascina. Wúzhī è il narcotico per eccellenza che investe tutta l’umanità e la rende un dormiente violento, triste, incolto.

Ricordati le mie ultime parole: guardati da coloro che credono di essere immuni da Wúzhī, perché saranno i primi a cadere nel tranello e aggredire. Dietro gli atteggiamenti pomposi, le pose da finto saggio, i titoli e le ambizioni si cela un povero ignorante che trema alla sola idea di apparire per ciò che veramente è.»

© Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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