Oscar Wilde – L’anima dell’Uomo sotto il Socialismo IX

L'Anima dell'Uomo sotto il socialismo

OSCAR WILDE

L’ANIMA DELL’UOMO SOTTO IL SOCIALISMO

Titolo originale: The Soul of Man under Socialism

Traduzione dall’originale in inglese di Marco Vignolo Gargini

Non c’è un singolo vero poeta o prosatore di questo secolo, per esempio, a cui il pubblico britannico non abbia solennemente conferito diplomi di immoralità, e questi diplomi praticamente prendono il posto, da noi, di quello che in Francia è un riconoscimento formale da parte dell’Accademia delle Lettere, e fortunatamente rendono del tutto superflua la nascita di un’istituzione analoga in Inghilterra. Naturalmente il pubblico è molto sprezzante nell’uso della parola. Che avrebbe definito Wordsworth un poeta immorale, c’era soltanto da aspettarselo. Wordsworth era un poeta. Ma che abbia definito Charles Kingsley un romanziere immorale è straordinario. La prosa di Kingsley non era di raffinatissima qualità. Eppure la parola c’è e il pubblico la usa come meglio può. L’artista naturalmente non ne è disturbato. Il vero artista è un uomo che crede assolutamente in se stesso, perché egli è assolutamente se stesso. Ma io posso immaginare che se un artista producesse in Inghilterra un’opera d’arte che al suo apparire fosse immediatamente riconosciuta dal pubblico, tramite il suo mezzo che è la stampa pubblica, come un’opera intelligibile e altamente morale, egli comincerebbe seriamente a domandarsi se nella sua creazione sia stato davvero del tutto se stesso e, di conseguenza, se quell’opera non sia stata indegna di lui o addirittura un’opera di seconda categoria, di nessun valore artistico.

Forse, comunque, ho fatto un torto al pubblico nel limitare il suo lessico a parole come «immorale», «inintelligibile», «esotico» e «malsano». C’è un’altra parola che il pubblico usa. Questa parola è «morboso». Non la usa spesso. Il significato di questa parola è tanto semplice che ha quasi paura a usarla. Nondimeno talvolta la usa, e, ogni tanto, la si trova sui giornali popolari. Naturalmente è ridicolo applicare questa parola a un’opera d’arte. Perché che cos’è la morbosità se non uno stato emotivo o una modalità di pensiero che non si possono esprimere? Tutto il pubblico è morboso, perché il pubblico non può mai trovare l’espressione per niente. L’artista non è mai morboso. Egli esprime tutto. Egli è al di fuori del suo soggetto e con il suo mezzo produce effetti incomparabili ed artistici. Definire un artista morboso perché sceglie quale soggetto la morbosità è altrettanto stupido quanto definire Shakespeare pazzo perché ha scritto Re Lear.

Nel complesso un artista in Inghilterra guadagna qualcosa dall’essere attaccato. La sua individualità ne è intensificata. Egli diventa più compiutamente se stesso. Naturalmente gli attacchi sono molto grossolani, molto impertinenti e molto spregevoli. Ma nessun artista si aspetta grazia da una mente volgare o stile da un intelletto suburbano. Volgarità e stupidità sono due fatti molto vividi nella vita moderna. Si deplorano, naturalmente, ma ci sono. Sono soggetti di studio, come qualsiasi altra cosa. Ed è soltanto giusto affermare, con riferimento ai giornalisti moderni, che essi si scusano sempre privatamente con chi abbiano attaccato pubblicamente.

Proprio negli ultimi anni si potrebbero menzionare altri due aggettivi che sono stati aggiunti al limitatissimo vocabolario di abuso dell’arte a disposizione del pubblico. Uno è la parola “malsano”, l’altro è la parola “esotico”. L’ultima esprime soltanto la collera del momentaneo fungo contro l’immortale, l’estasiante, e la squisita orchidea. È un tributo, ma un tributo di nessuna importanza. La parola “malsano” , invece, necessita di un’analisi. È una parola piuttosto interessante. Infatti, è così interessante che la gente che la usa non ne conosce il significato.

Che cosa significa? Che cos’è un’opera d’arte sana o malsana? Tutti i termini che si applicano a un’opera d’arte, a patto che li si applichi razionalmente, hanno un riferimento al suo stile o al suo soggetto, oppure ad entrambi insieme. Dal punto di vista dello stile, una sana opera d’arte è quella il cui stile riconosce la bellezza del materiale che impiega, sia esso composto di parole o di bronzo, di colore o di avorio, e usa quella bellezza come un fattore nella produzione dell’effetto estetico. Dal punto di vista del soggetto, una sana opera d’arte è quella ove la scelta del soggetto è condizionata dal temperamento dell’artista, e deriva direttamente da quello. In conclusione, una sana opera d’arte è quella che possiede sia perfezione che personalità. Ovviamente, la forma e la sostanza non possono essere separate in un’opera d’arte; esse sono sempre una cosa sola. Ma per gli scopi dell’analisi, e mettendo da parte per un momento l’interezza dell’impressione estetica, possiamo intellettualmente separarle così. Una malsana opera d’arte, d’altro canto, è un’opera il cui stile è ovvio, datato e comune, e il cui soggetto è scelto deliberatamente, non perché l’artista trovi alcun piacere in esso, ma perché egli pensa che il pubblico lo pagherà per quello. Difatti, il romanzo popolare che il pubblico definisce un romanzo malsano è sempre un’opera d’arte bella e sana.

Non ho bisogno di dire che non mi lamento, nemmeno per un istante, del fatto che il pubblico e la stampa pubblica abusano di queste parole. Non vedo come, con la mancanza di comprensione di ciò che è l’arte, essi potrebbero forse usarle nel senso che è loro proprio. Sto semplicemente segnalando l’uso improprio; quanto alla sua origine e al significato che sta dietro a tutto ciò, la spiegazione è molto semplice. Deriva dalla barbara concezione di autorità. Deriva dalla naturale incapacità di una comunità corrotta dall’autorità di comprendere o apprezzare l’individualismo. In una parola, deriva da quella cosa mostruosa e ignorante che è detta opinione pubblica e che, cattiva e benintenzionata com’è quando cerca di controllare l’azione, è infame e malintenzionata quando cerca di controllare il pensiero o l’arte.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Letteratura, Libri, Sisohpromatem, Traduzioni, Wilde. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...