Oscar Wilde – L’anima dell’Uomo sotto il Socialismo VI

L'Anima dell'Uomo sotto il socialismo

OSCAR WILDE

L’ANIMA DELL’UOMO SOTTO IL SOCIALISMO

Titolo originale: The Soul of Man under Socialism

Traduzione dall’originale in inglese di Marco Vignolo Gargini

Con l’autorità le punizioni cesseranno. Questo sarà un gran guadagno, un guadagno davvero di valore incalcolabile. Se si legge la storia, non quella purgata per gli scolari o gli studentelli universitari, ma quella delle autorità originali di ogni tempo, si è assolutamente sbigottiti non dai crimini commessi dai cattivi, ma dalle punizioni che i buoni hanno inflitto, e una comunità diventa infinitamente più brutale grazie all’uso abituale delle punizioni, che dal verificarsi del crimine. Da ciò ne consegue che più punizioni vengono inflitte più crimini si producono, e la legislazione più moderna ne ha chiaramente preso atto, prefiggendosi come obiettivo di diminuire le punizioni finché le sembra possibile. Ovunque le abbia davvero diminuite i risultati sono stati estremamente positivi. Quante meno punizioni, tanti meno crimini. Quando non ci sono assolutamente punizioni, i crimini cessano di esistere o, se si verificano, saranno trattati dai medici come una forma assai penosa di demenza, da curarsi con attenzioni e gentilezza. Perché coloro che oggigiorno sono chiamati criminali non lo sono affatto. La fame e non il peccato è la madre del moderno crimine. Questo infatti è il motivo per cui i nostri criminali sono, come classe, così assolutamente poco interessanti da ogni punto di vista psicologico. Non sono meravigliosi Macbeth o terribili Vautrin. Sono semplicemente ciò che la gente comune, rispettabile e banale sarebbe se non avesse avuto abbastanza da mangiare. Quando sarà abolita la proprietà privata non ci sarà né necessità né richiesta di crimini: cesseranno di esistere. Naturalmente, non tutti i crimini sono reati contro la proprietà, per quanto siano questi i reati che la legge inglese, valutando quel che un uomo possiede più di quello che è, punisce con la più dura e orribile severità, se eccettuiamo l’ omicidio e consideriamo la morte peggiore dei lavori forzati, un punto su cui i nostri criminali, io credo, non si trovano d’accordo. Ma per quanto un crimine possa non essere contro la proprietà, può sgorgare dalla miseria e dalla rabbia e dalla depressione prodotte dal nostro sistema sbagliato basato sulla proprietà, e così quando quel sistema sarà abolito il crimine scomparirà. Quando ogni membro della comunità è autosufficiente per i propri bisogni e non subisce le interferenze dei suoi vicini, non avrà alcun interesse a interferire con chiunque altro. La gelosia, che è una fonte straordinaria di crimini nella vita moderna, è un’emozione strettamente connessa alle nostre concezioni di proprietà, e sotto il socialismo e l’individualismo essa si estinguerà. È da notare il fatto che nelle tribù comuniste la gelosia è del tutto sconosciuta. Ora, dal momento che allo Stato non spetta di governare, si può chiedere che cosa debba fare. Lo Stato dovrà essere un’associazione volontaria che organizzerà il lavoro, e sarà il manufattore ed il distributore dei prodotti necessari. Lo Stato farà ciò che è utile. L’individuo ciò che è bello. E poiché ho menzionato la parola «lavoro», non posso fare a meno di dire che ai giorni nostri sulla dignità del lavoro manuale si scrivono e si dicono una gran quantità di sciocchezze. Non c’è proprio niente di necessariamente dignitoso nel lavoro manuale, e in massima parte esso è assolutamente degradante. È mentalmente e moralmente offensivo per un uomo fare qualcosa nel quale egli non trovi piacere, e molte forme di lavoro sono attività davvero spiacevoli e come tali andrebbero considerate. Spazzare per otto ore un incrocio fangoso in un giorno in cui soffia un vento di levante è un’occupazione disgustosa. Spazzarlo con dignità mentale, morale o fisica mi sembra impossibile. Spazzarlo con gioia sarebbe terribile. L’uomo è fatto per qualcosa di meglio della sporcizia che lo disturba. Tutti i lavori di questo genere dovrebbero essere svolti da macchine. E non ho dubbi che sarà così.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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