I bambini fanno “oh merda!”

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foto:

http://www.ilgiornale.it/news/sport/multa-juventus-offese-dei-bambini-stadio-973026.html

http://www.giornalettismo.com/archives/1244143/se-i-bimbi-gridano-merda-alla-partita-della-juve/

   Visto che siamo un “paese che non ha più campanelli” (ossia un paese che da mezzo secolo è proprietà di analfabeti e della borghesia più ignorante d’Europa), allora da qualche giorno non facciamo altro che commentare quanto avvenuto domenica scorsa allo Juventus Stadium e fingiamo di stupirci, indignarci, stracciarci le vesti. Piccola premessa: la società Juventus Football Club è come Povia, si vergogna un po’ di non saper più fare oh, si meraviglia, e di conseguenza corre ai ripari. Dopo la squalifica delle curve dello Juventus Stadium comminata dalla Giustizia sportiva per frasi ingiuriose, razziste etc. dei tifosi juventini contro le squadre avversarie e i loro sostenitori, la società Juventus Football Club ha avuto la bella pensata di chiamare a raccolta i bambini, di invitarli nel suo stadio gratis, di farli sedere al posto dei tifosi squalificati, nella speranza che durante la partita facessero tutti in coro oh. Sappiamo invece come è andata a finire: i bambini, rivolti al portiere dell’Udinese Eljko Brkic, si sono messi a apostrofare con l’espressione “merda!” ogni rinvio dell’estremo difensore friulano… La stampa, i commentatori sportivi, i giornalisti, i giornalai hanno plaudito la bella iniziativa della Juventus di invitare i bambini allo stadio sottolineando però con rammarico il comportamento verbale di questi piccoli juventini. La Giustizia sportiva, che non deve fare sconti a nessuno, ha giustamente multato la società Juventus Football Club con un’ammenda di 5000 euro, per lo stesso motivo per cui aveva già squalificato le curve dei tifosi. Ed ecco la farandola dell’ipocrisia, la ridda dei moralisti che, pur tristi e desolati di fronte ai cori dei bambini, al fallimento educativo dei genitori, della scuola (avevano ancora dei dubbi al riguardo queste “belle addormentate”?), hanno commentato la multa del Giudice sportivo definendola eccessiva, addirittura capace di oscurare la bella iniziativa della Juventus Football Club, balia nazionale del bel calcio e dei tifosi in erba… Intanto, finiamola con questa putrida retorica sull’infanzia che, giustamente, ha rotto le scatole, smettiamola di considerare i bambini come degli angioletti che non si lasciano mai scappare una frase, un insulto razzista, omofobo, e non agiscono mai come gli adulti. I bambini mentono, i bambini offendono, i bambini bestemmiano, i bambini sono maligni, e se possono mettono alla gogna un loro coetaneo, lo apostrofano con i peggiori improperi, lo discriminano per il colore della sua pelle, per un handicap, lo sviliscono e lo picchiano usando termini come “finocchio”, “merda”, “negro”. I bambini siamo noi, lo siamo stati, e da piccoli abbiamo usato le stesse espressioni, siamo stati vittime o carnefici, poi, crescendo, ci siamo illusi di avere una ragione, trattando i piccoli umani come minus habentes, come poveri decerebrati incapaci di capire quello che stanno dicendo o facendo. O manicomi! Noi ricordiamo benissimo come eravamo, solo che ci fa comodo stendere un velo pietoso e dimenticare che, grazie anche al concorso degli educatori, avevamo appreso molto bene l’arte della simulazione, dell’intolleranza, della prepotenza, della prevaricazione, tanto da doverla subire o imporre. Ovvio che non si può fare di ogni erba un fascio, però le reazioni indignate di chi ha criticato la Giustizia sportiva mi fanno ridere: per le anime belle della Juventus Football Club non si può multare una società di calcio per una “bambinata”, bisogna saper distinguere, vedere il contesto, è ingiusto stigmatizzare gli insulti di poveri fanciulli e criminalizzarli, specie se alla base c’era questa bella iniziativa di aprire lo stadio ai bimbi… Siccome a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre, allora voglio essere cattivo e credere che questa bella iniziativa sia di una ruffianeria infinita, se non altro per il fatto che qualcuno pensa di poter “comprare”, “plasmare”, “crescere” i futuri tifosi juventini invitandoli alla stadio gratis e facendo vedere loro quanto è buona e generosa la befana bianconera… Sarà stato anche un modo per lanciare un segnale distensivo e dimostrare che lo stadio dovrebbe essere un luogo di svago e di ricreazione sportiva, però, perdonatemi, io conosco bene i meccanismi logici delle aziende, so che, anche grazie a queste trovate, si acquistano i clienti, specie se sono anagraficamente molto giovani… Purtroppo, e qui alla Juventus è andata di m….., i piccoli clienti si sono comportati come i clienti adulti, hanno insultato un giocatore della squadra di calcio emulando le res gestae dei loro genitori e sono finiti su tutte le tv nazionali e internazionali, su youtube, everywhere. Sì, proprio una figura di m…..! Alla fine, vogliamo ancora illuderci che i bambini fanno oh, vogliamo restare perennemente dei Povia, o dare un calcio a tutte le menzogne, le ipocrisie, le idiozie a cui ci tocca assistere ogni giorno per la strada, allo stadio, in Parlamento, a casa nostra e dire finalmente che il re è nudo? Un consiglio alla Juventus e a tutte le squadre che vogliono realizzare una bella iniziativa: riempite le curve degli stadi di cani, gatti, animali, di non umani, e vedrete che bello spettacolo, se non altro per le vostre tasche, dato che non verrete multati o squalificati poiché a quelle creature mai e poi verrà in mente di insultare gli avversari…

Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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3 risposte a I bambini fanno “oh merda!”

  1. LexMat ha detto:

    Caro Marco,
    il tuo intervento è come al solito preciso ed efficace.
    Ricordiamo che quei bambini, non erano “normali”, bensì erano italiani e figli di genitori tifosi di calcio.

    Perchè vedi, c’è differenza tra tifoso dello sport (uno come oppure tanti, come del calcio stesso) e tifoso “del calcio”, “italiano” e soprattutto di “oggi”.
    Pensa al Rugby, abbiamo presente la differenza?

    I bambini sono davvero senza malizia, ma spesso purtroppo in questo nostro contesto della società attuale, senza il regime di una educazione sana, l’ereditarietà genetica della stupidità genitoriale prende sovente il sopravvento avendo il campo sgombro dal fastidioso “alfabetismo”, cioè appunto l’educazione dei genitori e l’insegnamento della scuola.

    Saluti.
    LexMat

  2. Grazie per il commento e per aver ricordato il rugby, sport in cui il rispetto dell’avversario e del risultato finale ha il suo compimento nel famoso “terzo tempo”. In Francia da tempo le istituzioni stanno puntando molto sul modello del rugby perchè hanno capito che il calcio è fucina di diseducazione. In Italia basta andare nei campetti, anche dove giocano i bambini, per vedere che razza di paese siamo (genitori che bestemmiano e insultano l’arbitro e incitano il proprio figlio a simulare, a fare il furbo, a pestare l’avversario). Ciò che è successo allo Juventus Stadium è una manna per chi ha finalmente capito come stanno davvero le cose.
    Grazie ancora.

  3. laurin42 ha detto:

    Tristemente applaudo e condivido!
    I modelli li abbiamo sotto gli occhi nella quotidianità, non solo nel calcio.
    Eppure riusciremo a fare sì che il vecchio detto ” Tali padri tali figli” non sia un circuito chiuso in negativo.
    Love
    L

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