In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore 3

la febbre del giallo

Forse ho già accennato da qualche parte a quella che qualcuno, organizzando un pomeriggio da narcolessi in una libreria della mia città e addirittura tentando di promuovere un dibattito, ha definito la “febbre del giallo”… Ma quale febbre del giallo? Stando alle cifre, in Italia in un anno si acquistano sì e no 16 milioni di libri, di cui il 20% di narrativa, e in questo settore un altro 20% è l’acquisto di titoli a tematica gialla, noir, thriller, horror, etc.. Fatevi i conti e scoprirete che la presunta smania di acquistare libri gialli non c’è per niente nel nostro paese. Vi sono troppe pubblicazioni legate a quel genere e di pessima fattura, questo sì, ma, se si escludono le eccezioni degli autori stranieri e di Andrea Camilleri, il resto è fuffa, ossia scrittori che vendono, se tutto va loro bene, uno o duemila libri. Ma di questo nei pomeriggi organizzati da certi oziosi personaggi non si parla, non si dice chiaro e tondo come stanno le cose, per un semplice motivo: questi personaggi non sanno nulla, continuano a blaterare ignorando i dati effettivi legati alle vendite, oppure cercano di farsi belli con il giallista di turno spacciandolo per un autore di successo che ha pubblicato con una grande casa editrice (ed omettendo che le grandi case editrici italiane, soprattutto quelle storiche, ormai sono oberate da debiti e resistono solo come immagini illanguidite di ciò che furono)… Ecco come si distrugge la letteratura in Italia, ecco come si perdono occasioni preziose dando spazio a certa gente, a certi Re Mida al contrario che forniscono solo disinformazione e fanno passare la voglia di acquistare libri e leggerli. Siamo nel paese di Presentopoli [1], lo abbiamo già scritto, non ci rendiamo conto che anche per la letteratura gialla non abbiamo la solida tradizione filosofica razionalista dei paesi anglosassoni e francofoni, di conseguenza possiamo solo puntare a qualche splatter, a qualche ispettore o commissario sboccato, panzone e buzzurro con l’ulcera (tanto cari agli editor nostrani), a delle storielline che non farebbero accapponare la pelle nemmeno a un bimbo di tre anni, al solito genere ennuyeux di commistione con il “sociale” (parola tanto cara ai vecchi comunisti nati negli anni ’40 e defunti praticamente nel 1968 e zone limitrofe). Ecco servita la “febbre del giallo”… un consiglio a quei personaggi: curatevela quella febbre, magari istruendovi un po’ di più!

© Marco Vignolo Gargini

[1] https://marteau7927.wordpress.com/2011/09/08/presentopoli/

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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