Gino Soccio – C’era una volta la discomusic 32

Gino Soccio-Try It Out

   Di Gino Soccio si sa che è nato il 9 settembre 1955 a Montreal in Canada da genitori di origini italiane e che all’età di 8 anni iniziò lo studio del pianoforte. Non abbiamo tantissimi dati della biografia di questo autore di brani che ebbero un certo successo verso la fine degli anni ’70 e gli inizi degli ’80. Nel 1973 il musicista italo-canadese compose qualche canzone utilizzando uno studio di registrazione casalingo e prendendo in prestito delle tastiere, ma il primo vero tentativo all’interno del business musicale fu nel 1977 con il gruppo Kebekelektrik, per il quale scrisse, arrangiò e registrò molte canzoni, tra cui una versione rielaborata di Magic Fly (il successo di quell’anno del gruppo di musica elettronica francese Space) e soprattutto War Dance, ottenendo un buon riscontro nelle disco-charts americane. Trasferitosi nel 1978 in Alabama, Gino Soccio firmò un contratto con l’Arista Records ed entrò nell’allora mitica sala d’incisione Muscle Shoals Sound Studios lavorando con collaboratori d’eccezione a un disco concept di classici rock, Witch Queen, che nel 1979 conseguì dei lusinghieri risultati con il singolo Bang A Gong. In qualità di produttore firmò l’album di debutto della cantante canadese Karen Silver, Hold On Im Comin, la cui title track, rifacimento del classico soul del 1966 di Sam & Dave, raggiunse nel 1979 la top ten. Forte di questi risultati Gino Soccio scrisse e pubblicò il suo primo album da solista proprio nel 1979, Outline, che fu un successo immediato, grazie al singolo Dancer, numero uno nella classifica dance singles americana per sei settimane, dal 7 aprile al 13 maggio 1979. Altri due singoli tratti dall’album d’esordio entrarono nella top ten, The Visitors e Dance To Dance, facendo di Gino Soccio uno dei pochi artisti in grado di sopravvivere al declino ormai imminente della discomusic classica. Nel 1980, pur mantenendo elementi del cosiddetto stile euro-disco sound, pubblicò il suo secondo album S-Beat, e furono introdotte sonorità che avrebbero avuto un seguito negli anni ’80 con la new wave, come è testimoniato dal primo singolo, con il titolo dell’LP, e dal secondo, Rhythms Of The World, ben presto in classifica in America. Con il terzo 45 giri, Heartbreaker, Gino Soccio divenne l’unico artista disco a piazzare nelle charts tre singoli di entrambi i suoi primi album. Il grande successo però doveva ancora giungere, e fu nel 1981, proprio quando sembrava non ci fosse più spazio per quel tipo di prodotto musicale, che Gino Soccio sbancò grazie al terzo album Closer e, soprattutto, al singolo Try It Out, per sei settimane, dal 13 giugno al 18 luglio, numero uno della dance singles americana. Il secondo estratto dall’album, Hold Tight, non ebbe i riscontri del precedente pur realizzando dei buoni piazzamenti in classifica. Ma l’epoca d’oro della discomusic era ormai finita e Gino Soccio nel 1982 tentò con Face To Face, quarto album da solista, di traghettarsi verso la nuova tendenza elettronica della dance music: il singolo It’s Alright raggiunse in America la seconda posizione nella Hot Dance Music/Club Play chart, mentre Remember non ebbe un grande successo. Dopo un anno di pausa l’artista italocanadese pubblicò un singolo, Turn It Around, molto ballato nelle discoteche americane, in primis nel mitico Club 54 di New York, però senza raggiungere le vendite eclatanti delle passate pubblicazioni. Un altro album, Remember, sempre nel 1984, due singoli nel 1985 e 1986, Temptation Eyes e Magic, e poi l’addio di Gino Soccio alla carriera da solista, pur continuando ad essere un punto di riferimento nel mondo musicale.

© Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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