Gianni Rivera 18 agosto 1943

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RIVERA, GIANNI 1974

 

   Sbertucciato da Gianni Brera, che lo battezzò abatino (soprannome già assegnato a Livio Berruti dal giornalista brianzolo e poi reso universalmente celebre una volta addossato al centrocampista alessandrino), Gianni Rivera in realtà sul suo festina lente aveva costruito la propria forza, eretto uno stile unico, inimitabile, adatto al gioco meno aitante e più compassato di un tempo, quel gioco che permetteva ancora pause, respiri, manovre a testa alta. Ma c’era chi mal digeriva quello stile, chi sentiva sul collo il fiato del nuovo atletismo, rappresentato dall’esempio del calcio iperboreo, che poi si sarebbe definitivamente imposto con le nuove tattiche di fine Novecento. Per sintetizzare ciò che ha rappresentato la carriera di questo calciatore basterebbe solo rivederlo in quel 17 giugno 1970, aggrappato al palo, dopo essersi lasciato sfilare la palla cozzata da Gerd Müller, insultato da Albertosi e quindi pronto a ricevere il passaggio di Boninsegna per confezionare il 4-3 più famoso della storia. Credo sia tutta lì la magia di Rivera: un’apparente inadeguatezza, quasi una rappresentazione dell’Unheimlich, dello spaesamento, e nel contempo la robustezza di una goccia che scava la pietra con la sua costante e inesorabile caduta. Ed ecco che quel ragazzo mingherlino, dallo sguardo mite e timido, ha saputo raffigurare una nuova figura estetica del calciatore, diventando subito un idolo di tante ragazze (tra cui mia madre) attratte dalla rara gentilezza aristocratica in un contesto popolato da bruti buoni solo a correre e picchiare. Gianni Rivera anche fuori dal campo di gioco mostrò un’altra Italia, un paese uscito dalla devastazione della guerra capace di ricostruirsi soprattutto culturalmente. Istruito, in grado di parlare un italiano corretto, eloquente con la sua voce pacata arricchita da un’inconfondibile erre uvulare, Rivera senza volerlo ha guidato un movimento e non solo in ambito sportivo, una rivoluzione lenta e pacifica. Pazienza per chi non lo ha mai amato, a parlare sono i numeri: 527 presenze e 128 gol in Serie A, 60 partite in nazionale con 14 reti all’attivo e un Campionato europeo vinto, 3 scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, due Coppe delle Coppe e Pallone d’Oro nel 1969. Può bastare?

   Dimenticavo, tanti auguri Gianni Rivera per i tuoi 70 anni!

 

mvg

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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