Venerdì 17

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   Che avrà mai il 17 per essere così funesto, specie se unito al giorno di venerdì? Pare sia una tradizione mediterranea, presente già nella scuola Pitagorica, in cui il 17 era il numero mediano tra 16 e 18, due quadrilateri (4×4 e 3×6) perfetti nella loro rappresentazione; l’iscrizione latina “VIXI” (“Ho vissuto”) presente nelle iscrizioni funebri avrebbe le stesse lettere che compongono il numerale 17, XVII, secondo la numerazione latina; la battaglia di Teutoburgo del 9 d.C. tra l’esercito romano di Publio Quintilio Varo e i Germani guidati da Arminio vide la disfatta dei romani e l’annientamento totale delle legioni 17,18 e 19, numeri che da allora furono ritenuti infausti e mai più assegnati alle legioni; se si sommano i numeri interi da 1 a 17, si ottiene 153, che è il 17° numero triangolare: 1+2+3+4+5+6+7+8+9+10+11+12+13+14+15+16+17=153; in Genesi 11, narrando del Diluvio Universale, si afferma che Il seicentesimo anno della vita di Noè, il secondo mese, il diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno tutte le fonti del grande abisso eruppero e le cateratte del cielo si aprirono”. Aggiungiamo la cattiva fama legata al venerdì, che ha a che fare con il giorno della morte del Cristo, quello che oggi viene ricordato come Venerdì Santo. La paura legata al numero 17 in particolare è definita “Eptacaidecafobia”. Tra i paesi che ancora vedono questa superstizione l’Italia occupa il primo posto, pensiamo al numero 17 della Smorfia napoletana che indica la disgrazia.

   Comunque, buon venerdì 17 a tutti!

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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2 risposte a Venerdì 17

  1. Andrea ha detto:

    Marco, le combinazioni (un matematico le definisce così!) che hai elencato sono pochissime. Se ne potrebbero generare migliaia, e tutte coerenti ! E per qualsiasi altro numero tu scelga se ne possono generare altrettante. Vedi ad esempio le miriadi di combinazioni legate al famoso 666 ! E’ la mente media umana che non comprende (nel senso che non lo contiene !) un minimo di ragionamento matematico. Come del resto, al contrario, per molti si può dire la stessa cosa per quello che concerne la cultura umanistica. Anche se secondo meno in tono minore. Per chiarire, la cultura media umanistica è “in media” (ripetizione necessaria !) più alta di quella scientifico/matematica !
    Ancora molta gente crede esista una qualche regola “matematica” nelle uscite dei numeri al lotto. E bada bene gente di cultura anche molto elevata. Il che è molto triste. Purtroppo. E non è un problema solo nostro se si pensa, ad esempio, che nelle ascensori in America/Canada non trovi il numero del piano 13, ma il 12bis. Roba da rabbrividire.

    Lascio un po’ di link utili per capire, migliorare:

    http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274086

    http://www.facebook.com/groups/23489904650/

    http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274675

  2. Grazie infinite Andrea per il tuo commento. Sì, nei paesi anglosassoni il tredici (il numero dell’Ultima Cena) è l’equivalente del nostro 17. Avrei potuto continuare con le combinazioni, ma alla fine non la smettevo più e rischiavo di impantanarmi. Sì, condivido, purtroppo la cultura media è quello che è, in Italia oltretutto si sta perdendo anche l’eccellenza umanistica che fino a qualche decennio fa imperava. Restiamo un paese di ignoranti “matematici” e mediocri umanisti.

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