Il libro di Zǒng Báichī XX

Zong báichi 1

   Nei suoi viaggi lungo tutto il paese Zǒng Báichī amava incontrare gli animali, provava una speciale simpatia per quelli che non avevano un anno a loro dedicato. Se scorgeva una volpe rallentava il passo rivolgendosi con il tono di voce più dolce e rassicurante. La volpe si avvicinava dimenticando la sua diffidenza. «Hai il manto più prezioso e lo sguardo più pungente, ma ti considerano nociva e preparano tagliole per fermarti. Io ti dedicherò il primo anno del mio calendario.»

   Quando una mosca gli si posava sulla mano Zǒng Báichī non la cacciava, le sussurrava piano piano: «Gli uomini inventano qualsiasi marchingegno pur di ucciderti e ti considerano sporca, forse perché frequenti ciò gli uomini sono e diventano… A te dedicherò il secondo anno del mio calendario.»

   A un mulo carico di fieno un giorno Zǒng Báichī carezzò la testa e mormorò: «Se il tuo padrone conoscesse la tua fatica avrebbe più rispetto per il tuo sudore. Ma lui porta un fardello più grave del tuo, l’ingratitudine, e non lo sa. Tu avrai il terzo anno del mio calendario.»

   Tutte le volte che ascoltava il merlo Zǒng Báichī sorrideva e applaudiva il suo canto: «Intoni degli inni migliori dei nostri, che sono pieni di vane frasi e devoluti a incensare odio e falsità. Per questo ti ho dedicato il quarto anno del mio calendario, perché tu doni la vera pace senza parole.»

   Attraversando un campo Zǒng Báichī rischiò di calpestare un lombrico. Si fermò e lo raccolse: «Perdonami se per poco non ti schiacciavo. Questa terra ha bisogno di te, tu le dai nutrimento spontaneamente e non hai bisogno di pensarci. Tuo sarà il quinto anno del mio calendario in offerta alla tua generosità.»

   In un giorno d’estate, guatando un fiume, Zǒng Báichī avvistò dei salmoni e alla loro danza consacrò un pensiero: «Ho visto tanti umani provare a librarsi, a scintillare, ma era tutto un calcolo, un artificio. Oggi io sono vostro spettatore, ma non mi avete cercato. Vi darò il sesto anno del mio calendario per il regalo squisito che da voi ho ricevuto.»

   Mentre riposava in un’aia di un villaggio Zǒng Báichī si mise a osservare una gallina che beccava del frumento: «Insensati sono gli uomini che si nutrono dei tuoi frutti e ti considerano stupida. Toglierei volentieri loro ciò che tu offri. Io invece ti ringrazio e ti dedico il settimo anno del mio calendario.»

   Giungendo nelle zone desertiche e secche del paese Zǒng Báichī riconobbe dei cammelli in sosta e li salutò: «Amo l’andamento del vostro incedere e la vera grazia del vostro ruminare. L’ottavo anno del mio calendario vi spetta come omaggio al ritmo della vita che voi rappresentate magistralmente.»

   Davanti all’orribile spettacolo degli orsi in gabbia, usati per estrarre la bile, Zǒng Báichī pianse e si rammaricò di non poter impedire questo scempio: «Rinuncerei volentieri a ciò che sono per sbranare i miei simili e salvarvi dalla crudeltà degli uomini… ma temo che sbranati mille, mille torneranno e continueranno a torturarvi… farò quel che posso, intanto vostro è il nono anno del mio calendario.»

   Al pappagallo che ripeteva le parole delle persone in cambio di qualche seme, Zǒng Báichī disse: «Credono di ascoltare l’imitazione di quello che hanno appena detto, non sanno che le loro parole sono sempre e solo un gioco senza senso che tu sbeffeggi. Per la tua ironia ti darò il decimo anno del mio calendario.»

   Sulla riva del mare un granchio solitario girellava intorno al piede di Zǒng Báichī, che amabilmente affermò: «Se ostacolo il tuo cammino sono pronto a spostarmi, ma sappi che non me la prenderò nel caso tu mi volessi pizzicare con le tue chele. L’undicesimo anno del mio calendario è tuo, creatura dalla robusta morbidezza.»

   Rientrando nel suo modesto alloggio Zǒng Báichī veniva accolto dal gatto che restava a vigilare sui pochi effetti domestici rimasti incustoditi. «Anche stavolta mi hai fatto trovare tutto in ordine e pieno di vita. La mia gratitudine è infinita, per quel poco che vale ti dedico l’anno finale del mio calendario, l’anno del ritorno e della casa.»

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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