Agostino Di Bartolomei (8 aprile 1955 – 30 maggio 1994)

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   Mi accingevo a scrivere questo breve profilo nel giorno preciso dell’anniversario della sua scomparsa, oggi lo ripubblico in occasione del sessantesimo anniversario della nascita di Agostino Di Bartolomei, detto “Ago”, indimenticabile capitano della Roma di Liedholm, Falçao, Pruzzo, morto suicida il 30 maggio 1994 forse perché coloro, che molto gli dovevano, lo avevano abbandonato, isolandolo in un angolo e facendolo sentire quasi inutile, surclassato dalle nuove logiche aziendali del mondo del calcio. Romano doc, Agostino Di Bartolomei crebbe nelle giovanili giallorosse e due settimane dopo aver compiuto diciotto anni esordì in serie A a San Siro sotto la guida di Helenio Herrera [1]. Manlio Scopigno lo schierò subito all’inizio del campionato 1973-74, e il gol della vittoria della Roma sul Bologna fu realizzato proprio da “Ago”[2]. 23 presenze dall’esordio fino alla stagione 1974-75, poi il prestito in B al Lanerossi Vicenza, dove ritrovò Scopigno ad allenarlo. Non si trattò di un anno particolarmente eccezionale, i biancorossi vicentini si salvarono per il rotto della cuffia, però Di Bartolomei giocò con continuità, 33 partite e 4 reti, e poté rientrare nei ranghi giallorossi irrobustito da questa esperienza. Ritrovò il tecnico che più di tutti credeva in lui, Nils Liedholm, alla fine del suo primo ciclo romano (1974-77), fece 29 partite realizzando 8 reti. L’arrivo di Gustavo Giagnoni non cambiò la sorte del centrocampista, nel biennio alle dipendenze dell’allenatore sardo “Ago” scese regolarmente in campo 54 volte segnando 15 gol (fu capocannoniere della Roma nella stagione 1977-78 con 10 reti) e attese il ritorno di Liedholm, con il quale dal 1979 al 1984 scrisse la storia della squadra capitolina: 131 presenze in campionato, 26 reti, lo scudetto 1982-83, tre Coppe Italia e la finale di Coppa dei Campioni persa ai rigori all’Olimpico contro il Liverpool la sera del 30 maggio 1984… La sera del 26 giugno 1984 Di Bartolomei giocò la sua ultima partita con la maglia giallorossa, nella finale di Coppa Italia vinta per 1-0 sul Verona, i tifosi della Curva Sud sapevano che con il nuovo tecnico, Sven Goran Eriksson, “Ago” avrebbe dovuto lasciare la squadra, per questo in quella occasione gli dedicarono un lungo striscione: «Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva». Nell’estate 1984 il centrocampista si trasferì al Milan insieme a Liedholm, dove giocò tre campionati, con 88 presenze e 9 reti, fino all’arrivo di Arrigo Sacchi… Dirottato a Cesena, un anno, 25 presenze e 4 reti, Di Bartolomei concluse la sua carriera di calciatore a Salerno in serie C, con la gioia di aver contribuito nella stagione 1989-90 alla promozione della Salernitana in serie B. I quattro anni successivi furono molto duri, la Roma, la sua vera squadra, attraversò una fase delicata con la fine della presidenza di Dino Viola, e le dirigenze che seguirono sembrarono essersi dimenticati del glorioso capitano “Ago”. Il mondo del calcio voltò le spalle a una persona che aveva vissuto con il calcio, che lo aveva amato con tutto se stesso, e la mattina del 30 maggio 1994, sul terrazzo della sua casa di San Marco (frazione di Castellabate in provincia di Salerno), Agostino Di Bartolomei si sparò nel petto con una pistola Smith & Wesson calibro 38… erano passati dieci anni esatti dalla finale di Coppa dei Campioni con il Liverpool.

   «Quando smetti non è facile ritrovare un equilibrio, fisico e psicologico. Si passa da tre ore di allenamenti al giorno a zero, o quasi. Si passa dall’adrenalina ogni domenica, ad un’esistenza normale. Sembrerà una sciocchezza, ma credo che uno psicologo, qualcuno che stia vicino a chi smette di giocare sia necessario. Perché è dura»[3].

© Marco Vignolo Gargini

 


[1] 26ª giornata Campionato 1972-73, 22 aprile 1973, Inter-Roma 0-0.

[2] 1a giornata Campionato 1973-74, 07 ottobre 1973, Roma – Bologna 2-1, 16’ Ghetti (BO), 48’ Prati, 72’ Di Bartolomei.

[3] http://solleviamoci.wordpress.com/2009/05/30/di-bartolomei-quel-colpo-di-pistola-15-anni-fa-la-moglie-%C2%ABago-e-qui-mi-da-forza%C2%BB/

http://www.agocapitano.altervista.org/

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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