Gioacchino da Fiore (1135 ca. – 30 marzo 1202)

Gioacchino da Fiore

CRONOLOGIA DELLA VITA DI GIOACCHINO DA FIORE

A cura del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti

http://www.centrostudigioachimiti.it/

1135 circa. Gioacchino nasce a Celico da Mauro, notaio, e da Gemma.

1155 circa. Dopo gli studi di base nella vicina Cosenza, è introdotto dal padre nei Tribunali di Cosenza come curiale e nella corte del giustiziere di Calabria come notaio.

1166-1167 Lavora nella cancelleria regia di Palermo al servizio di Stefano di Perche e poi viaggia al seguito dei grandi notai del Regno Pellegrino e Santoro.

1168 circa. Parte per la Terra Santa e visita Gerusalemme.

Anni ’70 Torna in Italia e dimora in una grotta sull’Etna, nei pressi di un monastero greco. Passato in Calabria, si reca nella valle del Crati, presso Cosenza, e si ferma in un luogo detto Guarassano. Trascorre un periodo nei pressi del monastero cistercense della Sambucina di Luzzi. Si sposta quindi in un’altra parte della valle rivolta ad oriente, sulle colline di Rende. Qui predica per un anno. Si reca dal vescovo di Catanzaro per ricevere gli Ordini minori. Durante il viaggio passa per il monastero di Corazzo. Rag­giunge Rende e quindi ritorna a Corazzo, dove assume l’abito monastico. Non molto tempo dopo diviene priore e, quando l’abate Colombano rinuncia alla carica, i monaci lo eleggono abate.

1177 È attestato per la prima volta come abate di Corazzo. Persegue l’incardinamento del suo monastero nell’ordine cistercense. Si rivolge per questo al monastero della Sambucina, ma la richiesta di affiliazione viene rifiutata a causa della povertà del monastero di Corazzo.
1178 Nel mese di dicembre 1178, come abate di Corazzo, è alla corte di Guglielmo II, e fa valere con successo le rivendicazioni di possesso di alcuni territori in favore del suo monastero.

1182-1183 Si reca all’abbazia cistercense di Casamari, dove trascorre circa un anno e mezzo. Riceve anche qui una risposta negativa alla richiesta di affilia­zione di Corazzo, sebbene venga accolto con affetto e stima dal­l’abate Gerardo.
Luca di Casamari, allora suo scrivano, poi Abate di Sambucina e Arcivescovo di Cosenza, afferma che dettava e correggeva contemporaneamente il libro dell’Apocalisse, il libro della Concordia e il primo libro del Salterio, con l’aiuto di altri due scrivani portati da Corazzo: Giovanni e Nicola.

1184 Interpreta a Veroli, dinanzi alla curia di Papa Lucio III, una oscura profezia ritrovata tra le carte del defunto cardinale Matteo d’Angers.

Il pontefice lo esorta a scrivere le sue opere, come è testimoniato da Luca e dallo stesso Gioacchino.

1186-1187 Fa visita a papa Urbano III nella città di Verona. Tornato in Calabria si ritira a Pie­tralata, probabilmente nei pressi di Rogliano, per dedicarsi alla composizione delle sue opere.

1188 Si reca a Roma e ottiene che l’abbazia di Corazzo venga affiliata all’abbazia di Fossanova. Papa Clemente III lo proscioglie dai suoi doveri di abate e gli indirizza l’esortazione a comple­tare e rivedere i suoi scritti e a sottoporli al giudizio della Santa Sede.

Torna a Pietralata, da lui ribattezzata Petra Olei, dove comincia ad accogliere i primi discepoli. E’ con lui il monaco cistercense di Fossanova Raniero da Ponza, in seguito molto legato a papa Innocenzo III e al cardinale Ugolino da Ostia, futuro papa Gregorio IX. Luca di Casamari trascorre con lui a Pietralata una intera quaresima. Nell’autunno sale sui monti della Sila, e sceglie un luogo adiacente al fiume Arvo, cui egli stesso dà il nome simbolico di Fiore (oggi “Jure Vetere”), quasi per indicare una nuova Nazaret. Nell’inverno torna a Petra Olei. Intanto a Fiore viene costruito il primo alloggio.

1189 Entra nell’alloggio costruito a Fiore dove prende vita la prima forma di comunità monastica florense.

1189-1190 Viene molestato e minacciato dai funzionari di Tancredi che non gli riconoscono il possesso delle terre occupate.

1190-1191 Si reca dal re e gli chiede di lasciare indisturbati lui ed i suoi monaci. Con privilegio regio, Tancredi gli concede il possesso di alcune terre demaniali circostanti al nuovo insediamento monastico. Inoltre i baiuli reali avrebbero dovuto fornire cinquanta salme di segale all’anno. Incontra a Messina il re inglese Riccardo Cuor di Leone, che trascorre in Sicilia l’inverno in attesa di partire per la Crociata insieme con il re di Francia Filippo II Augusto, e viene con­sultato su un passo dell’Apoca­lisse riguardante l’Anticristo.
Incontra a Napoli Enrico VI, il quale, nel tentativo di conqui­stare il regno di Sicilia di cui ritiene legittima erede la moglie Costanza, sta assediando con ferocia la città di Napoli. Gioacchino lo ammonisce a ritirarsi, predicendogli la prossima ed incruenta conquista del regno. Enrico VI interrompe l’assedio e torna in Germania.

1192 Il capitolo generale dei cistercensi ingiunge all’abate Gioacchino e al monaco Raniero di presentarsi entro la festa di S. Giovanni Battista.

1194 Enrico VI, in viaggio per la Sicilia, a Nicastro, il 21 ottobre 1194, concede a Gioacchino il Tenimentum Floris, vasto territorio di boschi, pascoli ed acque che costituisce la Sila Badiale.

1195-96 Incontra e confessa a Palermo la regina Costanza.

1196 Papa Celestino III, il 25 agosto, approva le costituzioni del nuovo Ordine Florense.

1198 Dopo la morte di Enrico VI, va a Palermo dall’imperatrice Costanza per chiedere la con­ferma delle donazioni avute dal marito. Papa Innocenzo III (30 agosto-1 settembre) lo incarica di predi­care la crociata per la liberazione della Terra Santa insieme a Luca di Casamari, divenuto nel frat­tempo abate della Sambucina.

1200 Dopo la morte di Costanza, si reca ancora alla corte di Palermo dal giova­nissimo Federico II e ottiene una ulteriore donazione in Sila presso la sorgente dell’Arvo (Caput Album).

Scrive la lettera-testamento nella quale elenca alcune delle sue opere, che, in caso di sua improvvisa morte, i florensi avrebbero dovuto inviare alla Santa Sede per eventuali cor­rezioni e proclama la sua totale sottomissione alla Chiesa di Roma.

1201 L’arcivescovo di Cosenza Andrea gli dona una Chiesa in località Canale nella presila, presso Pietrafitta, dove Gioac­chino ha già cominciato la costruzione di una dipendenza. Simone di Mamistra, signore di Fiumefreddo, dona al mona­stero di Fiore la chiesa di Santa Domenica con tutti i territori di pertinenza, su cui Gioacchino fonda il monastero florense di Fonte Laurato.

1202 Si ammala e muore il 30 marzo 1202 a San Martino di Canale.

Entro il 1226 le reliquie di Gioacchino vengono traslate da San Martino di Canale nella chiesa del nuovo complesso abbaziale di San Giovanni in Fiore e collo­cate nella cappella di destra del transetto, intitolata alla Vergine, in una tomba terragna.

http://www.centrostudigioachimiti.it/Gioacchino/GF_vita.asp

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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