Philip Roth: come ti faccio a polpette Woody Allen

woody allen

© 1972 Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc. All Rights Reserved.

   Philip Roth: come ti faccio a polpette Woody Allen. Botta (tremenda) e risposta (diplomatica) fra Philip Roth e Woody Allen. Luogo dello scontro: il mensile francese “Lire” di febbraio. Intervistando Woody, Pierre Assouline gli fa sentire la registrazione di ciò che gli ha detto su di lui l’ autore di “Il lamento di Portnoy” incontrato a New York per dialogare sugli ebrei nella cultura americana: “Quello là è il peggiore di tutti, Woody Allen non esiste che grazie all’ ingenuità europea… I suoi film sono vuoti, puerili. Non c’è il minimo embrione di pensiero né di invenzione. La sua visione dell’ambiente intellettuale è di una convenzionalità risibile. Lui stesso non è un intellettuale, ma un consumatore culturale… Non sa niente della società che racconta… un caricaturista”. Sbalestrato da tanta foga, nel rispondere il cineasta prende tempo: “… Sono d’accordo su un punto: niente di ciò che ho fatto testimonia di un travaglio intellettuale, io non ho niente dell’ intellettuale e non ho mai tentato di esserlo… (Sono) un comico di night club divenuto cineasta… Quando Roth dice che (i miei personaggi) non vivono la vera vita, forse ha ragione. Quando scrivo dei film, mi sforzo di essere bizzarro e non di riprodurre il vero stile di vita della gente…”. Alla domanda se pensa che Roth abbia esagerato, Allen replica con eleganza: “Lo rispetto troppo per smentirlo su due piedi… Ci deve essere nella sua critica qualcosa di più profondo, che non riesco a percepire. Lui ha scritto spesso sulla condizione dell’ebreo in un ambiente ebraico. Io anche. Ma non ho l’impressione che siamo talmente distanti sull’argomento. Filosoficamente credo addirittura che condividiamo le stesse idee, anche se lui è capace di realizzare un’opera artistica più compiuta…”. La polemica porta Woody a dichiarare le sue predilezioni letterarie, nate dopo i 17 anni perché prima leggeva solo i comics: le poesie della Dickinson, Eliot, “L’educazione sentimentale” di Flaubert, “Ulisse” di Joyce, “Il fratelli Karamazov” e naturalmente Cechov. Invecchiando (il primo dicembre compie 65 anni) il nostro si propone di smettere il cinema per scrivere soltanto, ma non di teatro. Si misurerà con Roth sul suo stesso terreno, la narrativa: “Immagini un po’, svegliarsi la mattina e scrivere stando a letto. Un sogno”.

Kezich Tullio

Pagina 36
(26 febbraio 2000) – Corriere della Sera

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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3 risposte a Philip Roth: come ti faccio a polpette Woody Allen

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