Ritratto di donna velata (1975) – C’era una volta la tv 6

Ritratto di donna velata

ritratto di donna velata 1

   Ritratto di donna velata non è, a mio modo di vedere, un capolavoro della vecchia RAI ante riforma, vi sono altri originali televisivi del genere “fantastico” più riusciti (Il segno del comando, A come Andromeda ecc.), però, per una concomitanza fortunata di fattori, resta tra le trasmissioni maggiormente citate dai vecchi telespettatori. Fu girato nel 1974 e tenuto in magazzino per un anno e mezzo, probabilmente nel timore di non aver realizzato un prodotto all’altezza delle aspettative (e anche del famigerato all’epoca “indice di gradimento”, antenato dell’attuale Auditel); inoltre, si dovette attendere il fresco successo cinematografico di Daria Nicolodi, divenuta famosa nel 1975 per la sua interpretazione in Profondo Rosso di Dario Argento, e decidere così di mandare in onda lo sceneggiato, dove la Nicolodi era co-protagonista insieme a Nino Castelnuovo. Sta di fatto che, da domenica 31 agosto 1975 sul canale Nazionale e per cinque puntate fino a domenica 14 settembre, Ritratto di donna velata ottenne uno strepitoso successo collezionando oltre venti milioni di telespettatori.

   Il soggetto originale di Gianfranco Calligarich e Paolo Levi seguiva la scia di quel filone paranormale che la RAI stava seguendo da qualche anno, culminato con ESP, sceneggiato diretto da Daniele D’Anza, in cui il protagonista interpretato da Paolo Stoppa era il parapsicologo olandese Gerard Croiset. L’idea di ambientare la vicenda soprattutto a Volterra si rivelò azzeccata: non c’era soltanto il mistero legato alla cultura del popolo etrusco, ma anche la presenza di un personaggio che aleggiava su tutto il racconto, il conte Giacomo Certaldo, negromante detto Fabron, vissuto alla fine del ’700 e antenato di Luigi, lo spiantato collaudatore di auto coinvolto suo malgrado in una storia di loschi affari archeologici. Tra fantasmi a cavallo nella nebbia, presunte reincarnazioni, bambini medium, trapassati che “ritornano”, urne che rivelano l’accesso a una straordinaria e intatta necropoli etrusca, i personaggi di Ritratto di donna velata assistono di volta in volta a una lunga serie di “decessi” nuovi e antichi (saranno una decina in tutto, incluso anche quello di Elisa, la ragazza studentessa in geologia interpretata da Daria Nicolodi), una selezione piuttosto cruenta che lascerà in vita soltanto Luigi, vittima del disegno diabolico di un avvocato fiorentino attratto dalla leggenda del tesoro etrusco nascosto dal conte Certaldo (il cui corpo misteriosamente scomparso da due secoli sarà alla fine ritrovato nel sottosuolo della sua villa).

   Oltre a Volterra, Ritratto di donna velata è stato girato a Firenze, Castiglione della Pescaia e negli studi RAI di Roma, per gli interni, con le scenografie di Sergio Palmieri e la collaborazione di Antonino Peraino. Le musiche, che furono sicuramente uno dei motivi del successo della trasmissione, sono di Riz Ortolani. Costumi di Maria Teresa Stella. Regista Flaminio Bollini, già coautore de Il segno del comando. Tra gli altri interpreti spiccano Mico Cundari (Alberto Certaldo), Manlio De Angelis (Sergio), Nino Dal Fabbro (Mercani), Luciana Negrini (Sandra), Arturo Dominici (Marston), Massimo Serato (Grimaldi), Paolo Bonacelli (il magistrato).

© Marco Vignolo Gargini

http://www.pagine70.com/vmnews/wmview.php?ArtID=410

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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5 risposte a Ritratto di donna velata (1975) – C’era una volta la tv 6

  1. romina ha detto:

    brava bella e dolce l’attrice daria nicolodi profondo rosso e ritratto di donna velata sono veramente bellissimi recitati da daria nicolodi

  2. adriano ha detto:

    Concordo con il giudizio critico. Ho appena rivisto lo sceneggiato (e sono venuto sul web a cercare riscontri alla mia delusione).in dvd… ed ha molti difetti che il tempo ha acuito. La recitazione di Benvenuti e Daria Nicolodi (che pare un’opaca antenata qui della brillante coprotagonista di “Profondo rosso”) è viziata da troppi birignao , si salvano secondo me solo alcuni camei (il dialogo con il NEbbia; il siparietto di un esilarante toni ucci; le atmosfere sinistre del convento abbandonato la scaramuccia con la lady inglese in casa dell’avvocato e la comparsata medianica del gattino nero )ma la trama in sé è talmente ingombra da sfilacciarsi via via in un andamento noioso e a tratti intellettualistico. La verità è che, come lei ha giustamente osservato, questo e altri mistery fondati sul paranormale cercarono di sfruttare la scia del successo clamoroso del “Segno del comando” che però per atnosfere attori e intreccio era ben altro capolavoro…esp non l’ho ancora visto. Me lo consiglia? grazie, adriano

  3. Grazie del commento e aggiungo che ESP, se reperibile, potrebbe essere una visione interessante. Bisogna indubbiamente considerare la differenza tra i tempi, i ritmi e la recitazione di 40 anni fa, anche se Paolo Stoppa resta comunque convincente nel ruolo del parapsicologo Gerard Croiset. Ricordo come all’epoca, nel 1973, si accrebbe questo interesse per i cosiddetti fenomeni extrasensoriali: un concorrente plurivincitore di Rischiatutto, Massimo Inardi, era medico e esperto dell’argomento; all’interno della fortunata trasmissione di Silvan “Sim Sala Bin” c’era una spazio dedicato all’ESP, sebbene Silvan volesse dimostrare che il tutto nasceva da un’abilità del prestidigitatore.

    • adriano ha detto:

      molte grazie. ESP è ancora in catalogo e facilmente reperibile. Sono interessato anche ad “A come Andromeda” anche se non ho molta dimestichezza con la fantascienza, in compenso ammiro uno dei suoi interpreti, Luigi Vannucchi.

  4. Galerius ha detto:

    Non sarà un capolavoro, ma l’ho sempre preferito al – pur bellissimo – Segno del Comando.
    Forse per il fatto di trovare più accattivante la recitazione scanzonata di Nino Castelnuovo rispetto a quella più paludata di Ugo Pagliai, o per il fascino della villa volterrana, o per la maggiore ( a mio parere ) linearità della vicenda.
    Fatto sta che ‘Ritratto’ è il mio personale cult settantiano 🙂

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