Beppe Orlandi

   In vista della terza serata della terza disfida poetica organizzata dall’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca, che si terrà domani sera alle 21.00 presso la Fortezza Vecchia a Livorno, mi sembra giusto ricordare uno dei più grandi testimoni del dialetto livornese, Giuseppe Giovanni Pietro Orlandi, in arte Beppe, nato a Montenero (LI) nel 1898 e scomparso nel 1963. Beppe Orlandi appartiene a quella straordinaria tradizione espressiva labronica che ha avuto modo di segnare il Novecento, soprattutto in ambito teatrale. Non è facile trovare materiale su questo importante lascito culturale, personalmente ricorro ai ricordi materni, livornese D.O.C. di Via Ernesto Rossi, che vide gli spettacoli di Orlandi quand’era ragazzina, commedie come Gli sfollati o La ribotta a Montinero, o agli sforzi encomiabili di chi, come Ermanno Volterrani [1], sta facendo una ricerca complessa e puntigliosa di tutto ciò che rimane nella memoria o nei pochi documenti reperibili. Su YouTube sono stati pubblicati brani tratti da vecchi 45 giri registrati da Orlandi, per il resto abbiamo fotografie (come nel caso del blog di Gianni Stampa http://giannistampa.myblog.it/) e qualche testimonianza personale (nell’attesa di scoprire, magari, dei documenti filmati nascosti in chissà quali case o archivi). Beppe Orlandi, anima caustica, vero rappresentante di un umorismo livornese ancora non dedito al facile turpiloquio o ai riferimenti monomaniaci al sesso, confezionava battute, sketch a volontà prendendo spunto da circostanze minime come da eventi ben più grandi (la vita quotidiana, i mestieri, la guerra, la fame, la condizione femminile). Anche la stessa cadenza fonetica aveva un che di nobile, raffinato, non c’era quella scurrilità che caratterizza molte esternazioni attuali (che confondono sempre ciò che è importante con ciò che è impressionante, calcando così la mano e facendo uso di parolacce e toni beceri). Beppe Orlandi era uomo di popolo e il popolo lo conosceva bene (mia madre mi ricorda che uno dei suoi attori lavorava come commesso in un negozio di pelletterie in Via del Giglio), però in tutta la sua carriera non ha mai trasmesso un’immagine semplicistica e volgare del popolo, offrendo invece un profilo alto delle persone più umili, della loro dignità, della loro capacità di affrontare i problemi con uno spirito ironico pregiatissimo. Forse è questa “raffinatezza” che fa di Beppe Orlandi un esempio lontano nel tempo da restituire ai nostri poveri e sguaiati giorni…

M.V.G.

[1] vedasi http://evolt.myblog.it/ e Ermanno Volterrani, La mia amica triglia, Erasmo Edizioni, Livorno 2010, pp. 53-56.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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