Patrick Hernandez – C’era una volta la discomusic 13

 

   Il caso di Patrick Hernandez, nato in Francia da padre spagnolo e madre metà austriaca e metà italiana, è un classico della discomusic, ossia restare famosi per un solo brano e camparci per tutta la vita. Negli anni 70 Hernandez frequentava i locali del sud della Francia e fu lì che incontrò Hervé Tholance, arrangiatore, chitarrista, vocalista, con cui formò un duo che ebbe un piccolo successo locale. Tra le esperienze da ricordare c’è anche quella di aver partecipato nel 1974 alle registrazioni dell’album E tu… di Claudio Baglioni. Ma nel 1978 Hernandez incontrò il produttore Jean Vanloo e firmò un contratto con la Aquarius Records, una sotto-etichetta della Aariana, iniziando a comporre e poi a registrare canzoni in una sala d’incisione a Waterloo, in Belgio… A differenza di Napoleone, il luogo portò molta fortuna e il primo singolo che uscì nel novembre 1978 ebbe subito successo… stiamo parlando ovviamente di Born to Be Alive! Già nel gennaio 1979 il brano aveva ottenuto il suo primo disco d’oro in Italia, in seguito spopolò in tutta Europa (in Francia restò prima nelle classifica da aprile a giugno del 1979). Sia nel video promozionale che nelle performances dal vivo Hernandez si presentava con molta eleganza (giacca e cravatta o gilet e bastone da passeggio) colpendo il pubblico per la sua originalità nel look. Negli Stati Uniti Born to Be Alive uscì con l’etichetta A-Tom-Mik, fu remixato e pubblicato in una versione 12”, giungendo ben presto primo nelle classifiche US Billboard Hot Dance Club Play e 16° nella Billboard Hot 100, vendendo oltre un milione di copie. In Inghilterra Born to Be Alive si attestò alla decima posizione nella UK Singles Chart. Alla fine del 1979 il singolo aveva ottenuto 52 dischi d’oro e di platino in più di cinquanta diversi paesi sparsi nel mondo. Una curiosità: in vista del tour americano, il produttore Vanloo e Jean-Claude Pellerin tennero numerose audizioni a New York nella primavera del ’79 per creare un corpo di ballo che accompagnasse Hernandez… tra le ragazze scelte ci fu una ventenne di nome Madonna Louise Ciccone… Tutto qua! I vari tentativi di confezionare un altro hit come Born to Be Alive fallirono a causa anche del tramonto della discomusic classica. Sta di fatto che per essere un artista da un solo disco Patrick Hernandez non può certo lamentarsi: pare che dal 1978 Born to Be Alive venda a tutt’oggi più di 800.000 copie tra singoli, compilations ecc., con un guadagno globale di oltre 25 milioni di dollari. Niente male!

©Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Musica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...