Il più bel discorso del Parlamento Italiano

Cicciolinaparlamento

   E facciamola questa provocazione! Annoiati dalla retorica dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dove tutti o quasi ci rimpinzano le orecchie con i soliti documenti ufficiali trasudanti un’oratoria da tromboni, portiamo un po’ d’allegria con questo discorso di Ilona Staller, deputata alla decima legislatura, effettuato il 9 ottobre 1987. Tra parentesi, le cose che vengono affermate in questo discorso non sono per nulla banali e anzi, a distanza di 24 anni, hanno una valenza ancora più grande, visto cosa ne stanno facendo della laicità dello Stato… Per la cronaca, l’allora Presidente della Camera era l’on. Nilde Iotti, del Partito Comunista Italiano.

X LEGISLATURA – DISCUSSIONI – SEDUTA DEL 9 OTTOBRE 1987

PRESIDENTE. È iscritta a parlare l’onorevole Staller. Ne ha facoltà.

ELENA ANNA STALLER. Signor Presidente, colleghi deputati, prendo per la prima volta la parola in quest’aula su un argomento che mi sta molto a cuore. Certo non sono abituata a riflessioni gravi e complicate che possono sembrare l’opposto della mia vita gioiosa, ma non vorrei che la libertà di tanti «cicciolini» si offuscasse con pensieri, rivalità e viscidi giochi di potere, per i quali l’ora di religione rappresenta un patto fra Vaticano e Stato, fatto sulla pelle dei giovani, per spartirsi le loro anime.

Infatti, il Vaticano più che preoccuparsi dell’insegnamento religioso impartito in questa benedetta ora, si preoccupa di quello che faranno, e di quello che non faranno, gli alunni delle scuole che scelgono di ricevere questo insegnamento. Concordato o non Concordato, che si accetti o che non si accetti l’insegnamento di una religione nelle scuole dello Stato, una volta che c’è, il suo svolgimento sarebbe del tutto logico e naturale.

Il grottesco è che il Vaticano, la Conferenza episcopale, i giornali cattolici e il nostro birichino «cicciolino» Craxi si preoccupano invece dell’ora degli alunni che non vogliono l’insegnamento religioso cattolico. Si preoccupano che stiano a scuola, che non ci stiano, che non facciano cose troppo gradevoli, anzi, che necessariamente facciano cose poco gradevoli. Si preoccupano anche di dove collocare l’ora di religione (alla prima o all’ultima ora), difendendo tale insegnamento fino al punto di creare frustrazione, noia e indifferenza a chi non intende riceverlo. È quasi come mandare al rogo chi non vuole convertirsi. Per me il rogo è sempre alla porta, ma c’è tutta una legislatura per tentare di gettarmi alle fiamme, onorevoli «cicciolini»!

Comunque, mi sembra ridicolo e poco dignitoso per l’insegnamento religioso, difenderlo con questi metodi; credo di avere il diritto di fare queste considerazioni sul comportamento di certi difensori dell’insegnamento religioso, forse gli stessi pronti a difendere Marcinkus e tutti gli interessi vaticani in Italia.

Se il Vaticano si preoccupa tanto di che cosa fare di chi non vuole l’insegnamento religioso — pare che la discussione sia tutta qui — pensiamo un po’ noi, con fantasia e amore, non a che cosa farne, ma a che cosa essi possono fare. Pensiamo ad attività che esaltino l’interesse e la volontà di partecipazione.

Il Vaticano, del resto, ha tutto il diritto di rendere interessante e accattivante l’insegnamento religioso; certamente, se il Cantico dei cantici fosse stato studiato da tanti onorevoli, «cicciolini» porcellini che sono fra noi, essi sarebbero diventati più buoni, più onesti (Commenti) . . .

PRESIDENTE. Onorevole Staller, la prego di usare termini parlamentari!

ELENA ANNA STALLER. Pardon, Presidente. Mi scusi.

PRESIDENTE. Non l’ho interrotta per tre volte, perché è la prima volta che lei prende la parola in quest’aula, ma adesso la richiamo formalmente.

ELENA ANNA STALLER. Spero non sia l’ultima volta . Come dicevo, questi deputati non avrebbero permesso la distruzione ecologica del nostro territorio, ma io non credo nella buona fede dei ventimila insegnanti istruiti dal Vaticano .

Colleghi deputati, il gioco è mantenere un potere attraverso il plagio, il diavolo, il peccato e la paura . Chi ha avuto o subito questo insegnamento vede persino in me il peccato in Parlamento, solo perché faccio l’amore per il piacere e non per procreare.

Nessuno ci deve negare il diritto di rendere altrettanto interessante il comportamento alternativo dei giovani che tale insegnamento non vogliono. Onorevoli colleghi, siete forse convinti che i giovani di oggi non sappiano come impiegare responsabilmente il proprio tempo? Quindi se restano a casa, non è una cosa da evitare. Ma, se dobbiamo proprio tenerli a scuola, non per questo dobbiamo privare questi ragazzi della possibilità di fare qualcosa di piacevole e di interessante.

Ci sono molti insegnamenti che possono riscuotere grande interesse e che sono tanto utili quanto, allo stesso tempo, poco diffusi: pensiamo all’informazione sessuale.

Diciamo la verità, «cicciolini» deputati, quando fate una godutina . . .

PRESIDENTE. Onorevole Staller!

ELENA ANNA STALLER. Mi scuso. Quando fate una godutina, ciò vi rende meno aggressivi, meno cattivi, più simili agli angioletti. E così che vorremmo i nostri scolari; proprio degli angioletti! Io non credo che i ragazzi e le ragazze dell’88 debbano essere convinti che l’AIDS sia un castigo divino per punire i peccatori del sesso. E certo però che le ragazze e i ragazzi, come anche gli adulti, sanno assai poco, e sicuramente meno del necessario. Ed è proprio per le pregiudiziali cattoliche, o almeno soprattutto per esse, che l’informazione sessuale nelle scuole è ridicola e pudibonda. Allora, non solo in alternativa, ma come nuova materia di studio, è sperabile che alla fine un po’ di informazione sessuale si faccia, e la si faccia senza la preoccupazione di renderla noiosa, o magari ridicola e divertente, e senza che la Conferenza episcopale entri nel merito. Non vorremmo, infatti, vedere Goria e Casaroli contrattare il grado di reticenza da usare nell’informazione sessuale, e magari Galloni ricevere istruzioni da qualche monsignore della Sacra Rota su ciò che bisogna dire ai ragazzi sulla consumazione del matrimonio: sarebbe proprio quello che ci manca per rendere ridicolo non solo questo contenzioso, ma anche lo stesso Concordato.

Non te la prendere a male, «cicciolino » Galloni…

PRESIDENTE. Onorevole Staller!

ELENA ANNA STALLER. … io voglio solo portare un po’ di gioia nelle scuole. Questo è il mio modo di essere in un mondo dove la violenza e la prepotenza si mescolano da sempre con la religione (Applausi dei deputati dei gruppi federalista europeo e verde).

Fonte: http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stenografici/sed0029/sed0029.pdf

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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3 risposte a Il più bel discorso del Parlamento Italiano

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  2. prd ha detto:

    Incredibile come un discorso del genere riesca a essere allo stesso tempo più moderno e a contenere più laicità di quanto venga detto in aula oggi, un quarto di secolo dopo. Senza contare che oggi la metà dei parlamentari probabilmente non sa nemmeno cosa significhi “pudibondo”.

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