Rivers Wash Over Me

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   Quanto affermato a suo tempo per Brother to Brother lo ripeto qui parola per parola:

   Quanti film non vediamo nelle sale cinematografiche italiane! Se non si ha la fortuna di andare ai festival o alle rassegne più interessanti, rischiamo di rimanere all’oscuro di una serie di pellicole davvero interessanti. C’è chi critica la nostra sudditanza nei confronti della produzione americana, ma dimentica che di questa produzione noi vediamo soltanto le opere targate “Hollywood”. C’è tutta una cinematografia cosiddetta “indie” che resta esclusa.

   Rivers Wash Over Me è un piccolo grande film del 2009 diretto da John G. Young, già autore di pellicole simili come Parallel Sons e The Reception, e qui ancora una volta la tematica dell’omofobia si intreccia con quella del confronto tra etnie e classi sociali diverse. Sequan, il ragazzo protagonista del film, ha i capelli rossi pur essendo di pelle nera e non condivide i modi e le gesta dei suoi simili afroamericani: legge molto, si appassiona ai romanzi di Baldwin, non ascolta la musica rap e, soprattutto, è gay. Dopo la morte della madre si trasferisce da New York in una cittadina (Jefferson, N.C.), e viene ospitato dai parenti. Il primo impatto è traumatico: il cugino Michael non solo lo brutalizza ripetendogli continuamente “faggot”, ma arriva persino a violentarlo per sfogare la propria omofobia interiorizzata; in classe è subito sbeffeggiato dall’insegnante, che ironizza sulla capacità del ragazzo di descrivere le sue letture di William Faulkner, e preso di mira dai compagni, tra cui lo spacciatore Ahmed. Unica eccezione Lori, la ragazza bianca di buona famiglia girlfriend di Ahmed, che è attratta dalla riservatezza e sensibilità di Sequan, forse perché le ricorda il fratello Jake, anch’esso gay. Lori farà poi in modo di mettere in contatto il fratello con Sequan, avendo successo.

   Prendendo spunto dal furto di una pistola e dall’inchiesta che porterà alla scoperta di varia criminalità nella tranquilla cittadina di Jefferson, il film si dipana proprio come un fiume che scorre lentamente ma inesorabilmente verso il mare… il titolo è anche un riferimento all’acqua lustrale del Giordano che battezzò Gesù Cristo, rappresentata nel film dal fiume nel quale Jake insegna a Sequan a nuotare, così come la scena finale del film ricorda l’evangelica Stabat Mater (mi verrebbe da dire che c’è molto Pasolini in queste sequenze, anche se non so quanto il regista sia cosciente o meno del riferimento).

© Marco Vignolo Gargini 

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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