Giornata della memoria 2011 III

L’avvento del nazismo 

   Il 30 gennaio 1933 Adolf Hitler, capo del NSDAP, partito di maggioranza relativa, fu nominato cancelliere dal presidente del secondo Reich Paul von Hindenburg per ovviare alla crisi che si era creata sin dall’anno prima, con la difficoltà di Franz von Papen e Kurt von Schleicher di creare un governo stabile. Ebbe inizio così un periodo durato dodici anni che portò la Germania e buona parte dell’Europa alla rovina. Infatti, non era passato nemmeno un mese e il 27 febbraio 1933 il Reichstag venne incendiato dolosamente per far ricadere la responsabilità sull’opposizione comunista e istituire una stato d’emergenza con il Verordnung des Reichspräsidenten zum Schutz von Volk und Staat (Decreto del Presidente del Reich per la protezione della popolazione e dello stato), approvato già il 28 febbraio. Alle successive elezioni tutta l’opposizione di sinistra fu estromessa e i nazisti, con il 44% dei voti ottenuti, promulgarono la “Legge dei pieni poteri”, (Ermächtigungsgesetz), il provvedimento approvato dal Reichstag il 23 marzo 1933 che concentrava i poteri legislativo ed esecutivo nelle mani di Hitler. 

   Dopo aver sistemato l’opposizione, Hitler mise a posto anche le divergenze interne ai nazisti sterminando le SA di Ernst Röhm, considerato un antagonista pericoloso, nella notte tra il 29 e il 30 giugno 1934, la famosa “Notte dei lunghi coltelli” (Nacht der langen Messer). Con la morte di Hindenburg, il 2 agosto 1934, Hitler sospese la carica di Presidente e rimase unico capo assoluto del regime. Nel frattempo, come precedentemente citato, l’Institut für Sexualwissenschaft di Magnus von Hirschfeld fu dato alle fiamme e l’opera di persecuzione degli omosessuali proseguì sempre più spedita grazie alla mania ossessiva del Reichsführer delle Schutzstaffeln Heinrich Himmler, che si impegnò in prima persona per inasprire il paragrafo 175 rendendolo uno strumento quanto mai efficace per ogni tipo di sopruso e oppressione, incluso l’internamento nei campi di lavoro ben presto diventati Lagers veri e propri, come quello di Fuhlsbuttel, nei pressi di Amburgo, aperto già nel 1933, a cui seguì nel 1934 Dachau (a nord di Monaco) e Sachsenhausen (nei pressi di Francoforte).

 Nuovo testo del paragrafo 175 del 28 giugno 1935

Un uomo che commette atti osceni con un altro uomo o consente ad un altro uomo di commetterli con lui sarà punito con il carcere.

Là dove una parte non ha ancora compiuto 21 anni all’epoca dei fatti, la Corte può esimersi dall’esprimere una condanna, specie nei casi minori.

 § 175a: La pena detentiva fino a 10 anni o, là dove vi siano circostanze attenuanti, la reclusione di non meno di tre mesi verrà applicata a:

1. a un uomo che, con la violenza o la minaccia di violenza sul corpo o la vita, costringe un altro uomo a commettere atti osceni con lui o si presta a venir abusato sessualmente;

2. a un uomo che, abusando di una posizione di superiorità legata a servizi, lavoro o impiego, induce un altro uomo a commettere atti osceni o si presta a venir abusato sessualmente;

3. a un uomo che, compiuti i ventuno anni, persuade un uomo di età inferiore ai ventuno anni a commettere atti osceni o a prestarsi a venir abusato sessualmente;

4. a un uomo che commette atti osceni a pagamento o si presta a venir abusato sessualmente o si offre a pagamento per lo stesso scopo.

 § 175b Bestialità

La fornicazione innaturale tra un uomo e un animale è punita con la reclusione. Può essere emessa anche una sentenza di interdizione dai diritti civili.

    Nel 1936 lo stesso Heinrich Himmler creò il “Reichszentrale zur Bekämpfung der Homosexualität und Abtreibung” (“Ufficio Centrale del Reich per Combattere l’Aborto e l’Omosessualità”) all’interno del Dipartimento di Polizia Criminale: Ufficio Speciale Sezione SD II-S. Nel decreto che emanava l’istituzione dell’Ufficio veniva affermata la pericolosità dell’aborto e dell’omosessualità sia per motivi demografici, la procreazione delle future generazioni tedesche, sia per la moralità della gioventù.

   Nello stesso anno, in occasione delle Olimpiadi di Berlino, centinaia di omosessuali furono internati per “ripulire le strade”.

   Diverso fu il trattamento riservato alle donne omosessuali, fondamentalmente non contemplate dal paragrafo 175: avevano appuntato sulla divisa il triangolo nero essendo considerate “asociali e classificate come pervertite, alla stregua delle prostitute.

   All’interno dei Lagers c’era una distinzione tra omosessuali catalogati per “cause ambientali” e “omosessuali abituali”. Tra le due sottocategorie c’era una differenza di approccio, i primi subivano la reclusione, i lavori forzati e cure psichiatriche in previsione di una possibile “riabilitazione” e al reinserimento nella società. Gli “omosessuali abituali”, secondo la visione nazista, non erano più recuperabili e considerati incurabili, pertanto furono oggetto di ogni abuso e divennero cavie di laboratorio per esperimenti che portavano quasi sempre alla morte del detenuto (trapianto di “testicoli sani”, castrazione, ormoni sinteticilobotomizzazione). Questi “esperimenti” furono condotti anche, per esempio, a Buchenwald dal medico danese Carl Vernaet, che iniettò dosi massicce di testosterone per determinare la reazione dei vari soggetti. A seconda degli effetti, Vernaet stabilì tre categorie di omosessuali: omosessuali incalliti, che assumono atteggiamenti muliebri e svolgono attività femminili, come cucire, lavorare a maglia o ricamare; omosessuali irrequieti, che mantengono la virilità o perdono del tutto il desiderio sessuale; omosessuali problematici, recuperabili sotto l’aspetto psicologico. Di solito, dopo tre settimane di somministrazione di testosterone l’80% dei soggetti era deceduto.

   All’inizio i prigionieri internati in base al Paragrafo 175 indossavano un bracciale giallo con una “A” al centro. La “A” stava per Arschficker, una parola volgare che sottolinea il rapporto anale tra maschi e si può rendere con il termine italiano “culattone”. Soltanto in un secondo tempo fu adottato come simbolo il triangolo rosa, in linea con i triangoli delle altre categorie di internati.

   Qui di seguito riportiamo la tabella che riassume il periodo che va dal 1933 al 1945 (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Paragrafo_175):

I dati relativi al periodo che va dal 1942 fino al 1944 sono tratti da James David Steakley, Proposal for a Cy Pres Allocation for Homosexual Victims of the Nazis e sono puramente indicativi. A tutt’oggi non abbiamo una cifra precisa che attesti quanti omosessuali siano stati arrestati, deportati e sterminati nei campi di concentramento, specie nel periodo finale del secondo conflitto. Le stime riportate sopra sono opinabili, c’è da credere che il numero sia notevolmente maggiore.

   La fine della guerra e l’apertura dei Lagers non fu una liberazione per gli omosessuali, il paragrafo 175 fu mantenuto intatto e i tentativi di abrogarlo non andarono in porto fino 1988, perlomeno nella Germania Ovest. Dal 1945 fino al 1969, anno in cui fu in parte depenalizzata l’omosessualità, centomila cittadini tedeschi occidentali incorsero nel reato ascritto al paragrafo 175, tra questi anche ex deportati nei campi di sterminio. Nella Germania Est già nel 1957 il famigerato articolo aveva perso la sua valenza persecutoria, derubricando praticamente gli atti omosessuali dal codice penale.

Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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