Siam tutti figli di Bearzot!

 

 

   Con la scomparsa di Enzo Bearzot, avvenuta oggi a Milano, si chiude un’epoca del calcio iniziata dopo la fine della guerra. La nazionale italiana due volte campione del mondo nel 1934 e nel 1938 aspettò 32 anni per tornare in una finale mondiale, quella del ’70 in Messico persa contro il Brasile, e 44 anni per riconquistare un altro torneo iridato. Enzo Bearzot raccolse il testimone di Vittorio Pozzo e portò gli azzurri a vincere il titolo nel Mundial spagnolo del 1982, dopo un quarto posto ai mondiali argentini del 1978 e agli europei italiani del 1980. Bearzot ha segnato il definitivo rilancio del nostro calcio nazionale, competitivo occasionalmente con le squadre di club negli anni ’60 (Milan e Inter). Va aggiunto a merito del tecnico friulano il fatto che fu l’unico C.T. a vincere senza ricorrere agli oriundi. L’impresa del Mundial spagnolo resterà per sempre nei nostri cuori: le critiche impietose per i tre pareggi con Polonia, Perù e Camerun dopo la fase iniziale e la trionfale cavalcata con le vittorie su Argentina, Brasile, Polonia e Germania accompagnata dall’esplosione di Paolo Rossi, convocato dopo due anni di forzato ritiro in seguito alla squalifica per lo scandalo scommesse del 1980. Bearzot ebbe fiducia in Pablito, a differenza degli altri “Soloni” nostrani che avevano già decretato la fine della carriera del calciatore pratese. È di Bearzot anche il coraggio d’aver fatto giocare da titolari un Antonio Cabrini riserva alla Juventus nel 1978 e Giuseppe Bergomi diciottenne appena lanciato dall’Inter nel 1982. Se si può recriminare qualcosa fu il fatto che nei mondiali messicani del 1986 Bearzot continuò a puntare sullo stesso gruppo di giocatori che ormai aveva terminato il proprio ciclo e si trovava ad affrontare la parte finale della propria carriera. Ma ciò che aveva intrapreso il tecnico friulano dette l’impulso a tutto il calcio italiano che si ritrovò dopo molti anni ai vertici, con altre due finali mondiali nel 1994 e 2006 e una finale agli Europei del 2000. Non dimenticheremo mai il vecio, la sua pipa, la partita di carte con il Presidente Pertini sull’aereo di ritorno da Madrid dopo la vittoria mondiale e, soprattutto, la sua assoluta mancanza di arroganza (basti pensare a qualche suo successore…). 

 M.V.G.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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