C’era una volta la discomusic 6 – Cerrone

 

 

cerrone

Nella seconda metà degli anni ’70, al vertice della parabola ascendente della discomusic, comparve sulla scena un ventenne, figlio di un emigrante italiano riparato in Francia per sfuggire al regime fascista. Jean-Marc Cerrone, nato a Vitry-sur-Seine il 24 maggio 1952, sin da piccolo restò folgorato dalle sonorità della musica soul, del rock, del blues, ricevette in regalo una batteria dalla madre e cominciò a sperimentare la propria abilità ritmica. Non ancora maggiorenne già lavorava nei locali da ballo, faceva il DJ presso i Club Mediterranée in Francia e poi in altri villaggi turistici sparsi per il mondo. L’incontro decisivo di Cerrone avvenne con Alec Costandinos, autore e musicista insieme agli Aphrodite’s Child di Vangelis e Demis Roussos, nonché vero fondatore della musica da discoteca francese. Durante la realizzazione di un progetto con il musicista d’origini sudafricane John Kongos nacque Love in C minor, un brano di diciassette minuti da considerare una costola della collaborazione tra Cerrone e Costandinos… sarà il primo successo non solo di Cerrone, ma anche di tutta una nuova concezione della discomusic fino ad allora targata United States. Nel 1976 la tendenza europea si fece strada, il mercato mondiale ne fu sconvolto, i pezzi destinati alla discoteca utilizzavano l’elettronica, i suoni campionati, i riferimenti all’eros, espliciti a partire dalle copertine dei dischi. Cerrone è stato uno dei capostipiti di questo abbattimento del monopolio americano, il suo primo album, registrato a Londra, comprendeva Love in C minor, una cover di Black is black e un altro pezzo Midnite lady… in due mesi il disco vendette milioni di copie invadendo le discoteche di tutto il mondo. A differenza dei brani americani, Love in C minor aveva una durata maggiore con un’introduzione lunghissima, piena di gemiti erotici femminili, violini che scandivano la stessa frase in unione martellante con il basso elettrico, fino a un crescendo del ritmo marcato dalla batteria che “sterzava” per approdare ai 4/4 canonici. Una vera rivoluzione nel concepire la musica da ballo, non più legata alla classica canzone con refrain, quanto un’autentica suite sul modello delle melodie “colte” europee.

Cerrone proseguì sull’onda del successo, nel 1977 pubblicò il suo secondo album Cerrone’s Paradise e confermò le buone premesse, oltretutto furono fatte due versioni della copertina di questo disco, quella europea con una donna nuda su un frigorifero, quella americana con Cerrone che indossava una camicia hawaiana… Ma il vero trionfo fu l’album successivo, Supernature, uscito a ruota del precedente, sempre nel 1977, e trainato dal brano che dava il titolo all’intero Long-playing. Più di otto milioni di copie vendute con piazzamenti in classifica dei singoli Give me love e Sweet drums oltre all’hit omonimo Supernature, che da solo occupava tutto il lato A del vinile. Stesso discorso per la copertina, “castigata” negli Stati Uniti e con nudi femminili in Europa. In Supernature l’uso dell’elettronica è massiccio, non si odono più i violini a discapito dei sintetizzatori, forse a sottolineare il tema sci-fi dell’album: la ribellione contro il genere umano delle creature mutanti realizzate dagli scienziati per risolvere il problema della denutrizione. Nel 1978 Cerrone pubblicò il suo quarto album, The Golden Touch, ottenendo un buon riscontro, anche nei singoli Je Suis Music, Look For Love e Rocket In The Pocket. Lo stesso anno produsse il primo e unico LP di un suo vecchio collaboratore, Don Ray, dal titolo Garden of Love, e il singolo di punta dell’intero disco, Got To Have Lovin, divenne un successo mondiale.

Fino al 1983 Cerrone pubblicò un album a cadenza annuale, insistendo sullo sviluppo elettronico della sua musica, ma i risultati in ordine di vendite furono progressivamente sempre inferiori rispetto a Supernature, che rimase il vertice mai più eguagliato. La crisi della vecchia discomusic, nella seconda metà degli anni ’80, stava preparando l’avvento della house music e Cerrone si ritrovò a dover affrontare una fase interlocutoria senza per questo cessare del tutto a collaborare con altri artisti, dato che la sua etichetta Crocos era ormai diventata un laboratorio di progetti per musicisti indipendenti. Dagli anni ’90 in poi ci fu un ritorno graduale e il nuovo millennio, sull’onda del revival nostalgico degli anni ’70 e ’80, impose nuovamente Cerrone come rappresentante di un periodo fantastico della produzione della vecchia disco dance. Nel 2005 l’artista di origini italiane ottenne la consacrazione ufficiale in patria con l’assegnazione del titolo di commandeur dans l’ordre des Arts et Lettres, e il 1° luglio dello stesso anno organizzò un evento ciclopico allestendo un concerto gratuito alla place d’armes del castello di Versailles. L’anno in corso vedrà Cerrone impegnato in un progetto faraonico, uno show dal titolo Supernature Symphony che si terrà il 2 ottobre a La-Défense a Parigi, spettacolo che segue l’uscita dell’album Cerrone Symphony, Variations Of Supernature, pubblicato lo scorso febbraio. Da Parigi partirà un tour mondiale che toccherà Los Angeles, Londra, Roma, Dubai, Mosca e avrà come tema l’ecologia.

Al di là delle tendenze, delle mode effimere, bisogna riconoscere che Jean-Marc Cerrone è stato in grado di andare oltre l’ambito circoscritto della discomusic, perciò resterà nella storia della musica popolare come un alto esempio di ricerca, rinnovamento, sperimentazione e curiosità intellettuale.

M.V.G.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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