Beautiful Boxer

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  Ho voluto rivedere questo film così delicato, così lontano dal Grand Guignol che caratterizza molte pellicole occidentali a tematica LGBTQ. Beautiful Boxer uscì nel 2003 in Thailandia e raccontò la storia di un Thaiboxer realmente esistito, Parinya Kiatbusaba, idolo delle folle del suo paese e caso internazionale per essere stato il primo atleta a non aver mai nascosto la propria condizione di transgender. Nong Toom, questo è il nome con cui è più noto in Thailandia, suscitò all’inizio scandalo, poi curiosità e alla fine successo per aver combattuto e vinto nella nobile arte del Muay Thai sotto sembianze muliebri. Nong Toom fece scalpore nel 1997, all’età di 16 anni, quando salì sul ring truccato, con lo smalto alle unghie e fiori nei capelli riuscendo a trionfare sugli avversari, che salutava alla fine di ogni incontro con un bacino sulla guancia. Un anno dopo Nong Toom vinse a Bangkok nel Lumpini Boxing Stadium, il tempio del Muay Thai, consacrandosi definitivamente agli occhi dell’opinione pubblica mondiale. È del 1999 la sua decisione di sottoporsi all’operazione di vaginoplastica e ritirarsi dal ring. Da allora Nong Toom ha svolto l’attività di cantante, attrice e modella tornando occasionalmente a combattere per esibizione. Da questa vicenda Ekachai Uekrongtham ne ha tratto una sceneggiatura realizzando il film Beautiful Boxer che ha vinto numerosi premi internazionali, tra cui il “Torino International Gay & Lesbian Film Festival”.

   La mia segnalazione di questa pellicola nasce dal desiderio di far conoscere una storia che può insegnare molto, anche agli stessi cineasti. Com’è uso nello stile orientale, gli aspetti tragici vengono affrontati nel film con infinita naturalezza, senza caricare i toni, illustrando i vari passaggi della vita di Nong Toom, dall’infanzia povera ai primi successi, fino alla decisione di operarsi. Un regista occidentale avrebbe enfatizzato gli aspetti sociali in nome di quel realismo che sa tanto di “piacere di puzzare”, secondo la definizione che Nietzsche attribuì all’opera di Zola. In Beautiful Boxer Ekachai Uekrongtham invece mostra tutto senza compiacimenti narcisistici e fregole ideologiche, tipiche dei fanatici del reale, semplicemente rispettando la vicenda umana così com’è. È bello sentire dalla voce della madre del protagonista il rispetto per la condizione del figlio, la considerazione che ognuno deve seguire il proprio destino, ossia ciò che si è, quand’anche questa scelta costa sofferenza e fatica. È dolce osservare il volto di Asanee Suwan, il giovane attore che interpreta il ruolo di Nong Toom, apprezzare la limpidezza dei suoi lineamenti che non si contorcono per ottenere degli effetti plateali. È importante constatare che si può affrontare nel cinema la piaga dell’omofobia con sobrietà, misura, pacatezza. Beautiful Boxer è un piccolo grande film da vedere e conservare, un esempio per noi tutti, artisti e non.

M.V.G.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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