Inglourious Basterds

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   Storceranno la bocca i puristi, diranno che Inglourious Basterds non può essere considerato un film sulla Seconda Guerra Mondiale… avranno anche ragione, se non altro per il fatto che si tratta di un film di fantastoria, ma l’ultima opera di Quentin Tarantino ha un pregio: fa a pezzi i soliti luoghi comuni delle pellicole d’argomento bellico, proponendo un pot-pourri di generi diversi, dal western all’horror. Ci voleva quest’operazione dissacrante di ripulitura di un insopportabile vizio autoreferenziale di certi film storici!

   Brad Pitt & co. sono autentici bastardi, né più né meno come i loro avversari nazisti, il conflitto mette tutti sullo stesso piano per ciò che concerne i metodi di combattimento. Sì, i tedeschi sono antisemiti e crudeli secondo le lezioni del Divin Marchese De Sade, ma gli americani, quando hanno le loro opportunità, seviziano e si prendono lo scalpo dei nemici. Tradimenti, delazioni, trasformismi, in tempi di guerra ognuno si arrangia come può e cerca di scamparla, alla barba dello spirito nazionalistico, anche il colonnello più nazista diventa collaboratore degli Alleati, passa dalla parte dei “buoni” solo per avere in cambio dei vantaggi personali (esattamente come è successo a tanti ex fanatici del Terzo Reich prezzolati dallo Zio Sam per ottenere informazioni e molto altro).   

   Tarantino ha confezionato l’ennesimo omaggio al cinema italiano, quello che lo ha tanto impressionato da ragazzo all’epoca del suo lavoro in una videoteca: il titolo è un riferimento al film di Enzo G. Castellari del 1977 Quel maledetto treno blindato, conosciuto negli Stati Uniti con il titolo Inglorious Bastards, e la colonna sonora fa incetta di brani di Ennio Morricone, che in un primo tempo doveva essere l’unico compositore di tutto il soundtrack. Altri omaggi scorrono durante tutta la pellicola, dalla citazione di Leni Riefenstahl, alla scena finale del capolavoro di King Vidor Duel in the Sun, fino alla scelta di un brano musicale tratto da La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo.

   Inglourious Basterds non ha convinto tutti, anche alcuni fan di Tarantino si sono trovati un po’ spiazzati, ma a me è piaciuto spontaneamente, al di là delle considerazioni stilistiche, perché vi ho trovato ancora molta di quella grande energia che ci entusiasmò ai tempi di Reservoir Dogs e Pulp Fiction. Credo che da ora in poi i registi ci penseranno due volte prima di accettare di girare un film sul secondo conflitto mondiale… peccato che Spike Lee  abbia realizzato due anni prima il suo mediocre Miracolo a Sant’Anna… se avesse visto Inglourious Basterds forse non avrebbe avuto tutto quello spazio e tutte quelle polemiche, dal momento che anche lui, prendendosi molto sul serio, ha realizzato soltanto un film di fantastoria…

M.V.G. 

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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