Ennio Flaiano (5 marzo 1910-20 novembre 1972)

flaiano-sorride

IL ROSA E IL NERO (1964)
da “Lo spettatore addormentato”, Rizzoli, Milano 1982, pp. 309-312

Voi sapete che l’ultimo rifugio degli imbecilli è di trattare la persone che essi non capiscono o dalle quali si sentono lontani, per scelta, gusti, abitudini e carriera, da intellettuali da caffè. Questo non lascia intendere che loro si sentano intellettuali da ristorante o di qualsiasi posto dove si mangia. Per avere approvato il lavoro che Carmelo Bene svolge da anni sul palcoscenico, in pura perdita, quest’accusa mi è stata rivolta spesso anche per lettera. Senza turbarmi troppo, poiché nasconde una certa verità cronistica.
Le più belle serate per anni le ho trascorse nei caffè con persone la di cui amicizia era già un giudizio, Cardarelli, Barilli, Longanesi. Mi è rimasto il debole di preferire il caffè al salotto, al club, alla sezione e all’anticamera. E il piacere di decidere un po’ dei miei gusti anche teatrali.
Non nascondo che il teatro di Carmelo Bene mi interessa proprio in quanto ripropone lo spettacolo come emanazione tirannica e istrionica dell’attore, cioè come un inconscio ritorno alle origini di quest’arte. In tanta accademia registica e scenografica, in tanto teatro intimidatorio e punitivo, la proposte di Carmelo Bene hanno semmai il torto di arrivare per divertirci.
L’ultimo suo spettacolo, Il Rosa e il nero si dà alle Muse, sfuggo alla prima che richiama curiosi particolari, e vado a una delle repliche, nella sala che odora di incenso, con un altoparlante che trasmette le critiche negative già apparse sui giornali. Nell’intervallo vado a salutare gli amici, Maria Monti, Lydia Mancinelli, la Ferrari, Spadaccino; e vedo che si divertono anch’essi al loro giuoco proprio perché portato al limite di una ricerca liberatoria, ma senza improvvisazioni anzi con uno studio che l’affranca dal sospetto di parodia. Per il Rosa e il nero il riduttore si è ispirato a un romanzo di G.M. Lewis scrittore vissuto a cavallo tra il sette e l’ottocento; un romanzaccio la cui lettura ho lasciato dopo le prime pagine. Va bene che non sono riuscito a leggere nemmeno i romanzi della signora Radcliffe né quelli di Sheridan Le Fanu, o Frankenstein, e in genere tutti i racconti del terrore che invece di spaventarmi mi deprimono.
Carmelo Bene è nato a Lecce, nel barocco più fiorito dove sopravvive un artigiano di santuari di cartapesta e dove Giuseppe (da Copertino) fu elevato alla gloria degli altari grazie ai voti che spiccava in Chiesa, evoluendo elegantemente sui fedeli, riscoprendo che la meraviglia e il fine non sono del poeta ma dell’attore. Per capirlo, basta osservare come ama avvoltolarsi nelle sue stoffe damascate e obbligarvi i suoi compagni di scena: sembrano attori ambulanti capitati di notte in un negozio di arredi sacri. Senza un velo di ironia la cosa sarebbe certo insopportabile. Ma qui il gioco scavalca Lewis e gli esteti, diventa furia e sistema. Ci sono dei punti in cui arriva allo scherzo più aperto. Un esempio è Maria Monti, religiosa innamorata, che canta a lungo nonsense e distorce la sua bella voce di cantante impegnata in virtuosismi da gallina. O la petulanza di quel monaco che per la durata del primo tempo ripete una sola battuta, chiamando Agnese, provocando nello spettatore la gamma delle reazioni, dal divertimento all’indignazione fino alla resa. O, meglio di tutti, la satira del romanzo epistolare del diciottesimo secolo, qui data con un monaco e una monaca che si cambiano a vista una certa quantità di lettere, una delle quali, chissà perché, è un invito alla presentazione di un libro di Alfonso Gatto.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Carmelo Bene. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...