L’onda (Die Welle)

londa

image

“L’Onda”

Uscita in Italia: 27 febbraio 2009
Distribuzione: BIM

Titolo originale: “Die Welle”
Genere: drammatico / thriller
Regia: Dennis Gansel
Sceneggiatura: Dennis Gansel e Peter Thorwarth
Musiche: Heiko Maile
Uscita in Germania: 13 marzo 2008

Cast: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Jacob Matschenz, Cristina do Rego, Elyas M’Barek, Maximilian Vollmar

Dennis Gansel torna con un altro film ad occuparsi della deprogrammazione di massa, leggesi dittatura, e lo fa con un’opera che si ispira al romanzo di Morton Ruhe Die Welle, divenuto un classico non solo in Germania. Dopo NaPolA, in cui narrava le vicende della scuola militare nazista che reclutava giovani da inserire nell’esercito del Terzo Reich, Gansel illustra cosa può succedere in una qualsiasi classe di studenti “motivati” da un leader, una divisa, un motto, un saluto e un’appartenenza. Il protagonista del film L’onda è un insegnante di liceo che durante una settimana tematica dedicata all’autocrazia inizia poco alla volta a illustrare, con esperimenti pratici, come si forma un consenso collettivo. Ragazze e ragazzi che fino a pochi giorni prima si sentivano annoiati e privi di riferimenti trovano un senso in questo “gioco” e cominciano a prendere terribilmente alla lettera tutto ciò che viene loro proposto. L’insegnante Reiner Wenger è anch’esso talmente coinvolto da perdere il controllo della situazione e scatenare un autentico fanatismo. L’Onda diventa così un movimento presente su Internet con un profilo myspace che dal virtuale poi sfocia in manifestazioni di vandalismo e intolleranza. Chi tenta di opporsi, due ragazze, è escluso, osteggiato, considerato egoista e incapace di unirsi agli altri. Anche i rapporti interpersonali sono travolti da questo meccanismo perverso: lo stesso insegnante, che vive a mo’ di rivalsa il seguito che è riuscito ad avere presso i suoi studenti, viene lasciato dalla sua compagna, così come un ragazzo, Marco, perde contatto con la ragazza che ama avendo preferito la “protezione” del gruppo al rapporto a due. Il bello è che la classe del professor Wenger all’inizio della settimana dedicata al tema dell’autocrazia non aveva mostrato molto interesse per questo esperimento e si era detta convinta che in Germania non potesse più nascere una dittatura. I fatti, purtroppo, smentiscono la convinzione che non sia più possibile un’esperienza come quella del Terzo Reich.

Questo film, a mio modo di vedere, andrebbe proiettato nelle scuole per la sua efficacia, per il linguaggio diretto e la bravura degli interpreti, primo fra tutti Jürgen Vogel, nel ruolo del professore. È una pellicola che solo apparentemente può essere definita un’opera di fantasia: l’esempio dello studente Tim, interpretato meravigliosamente da Frederick Lau, dà l’idea di cosa può avvenire in una psiche giovane e disturbata, tendente all’autismo e trascurata dalla famiglia (già, la famiglia non più “sacra”, ma luogo di indifferenza e di fredda dipendenza). Sono molti gli esempi di gruppi, bande giovanili nei paesi “civilizzati” reclutate da personaggi con un passato di disagio sociale che però hanno un carisma, il carisma del derelitto che incendia gli animi con la benzina del proprio risentimento. Soprattutto i gruppi di estrema destra, non solo in Italia, che si ispirano al Nazismo senza conoscerne la storia, vengono manipolati, ammaestrati e ingabbiati in questa logica relazionale tossica diventando protagonisti delle curve degli stadi, del vandalismo, dello spaccio di stupefacenti, dei pestaggi ecc., ecc.. Dietro questi gruppi ci sono persone in carne e ossa, come il professor Wenger, che stanno svolgendo un’azione sociale pericolosissima, spesso senza essere contrastati decisamente dal potere politico e giudiziario. Nel nostro paese c’è un’acquiescenza delle istituzioni che desta preoccupazione in chi crede nei valori della libertà e del rispetto dei diritti altrui, un lassismo complice nei confronti di questi “ragazzi” inquadrati in squadre a rinnovare tutti gli orrori di un passato che credevamo sconfitto per sempre. È bastato il malcontento di certe fasce della popolazione, la paura fomentata scientemente da qualche sgangherato capopopolo che il “nemico” fosse il diverso, lo straniero, l’omosessuale, per convincere lo sbandato di turno a far branco, gruppo, con altri sbandati e illudersi che tutti i problemi economici, sociali, culturali verrebbero risolti annientando l’avversario. E questo disastro sta avvenendo con il tacito consenso di chi dovrebbe invece tenere alto il senso più profondo di uno stato nato dalla Resistenza al nazifascismo e suggellato dalla Costituzione Italiana firmata il 27 dicembre del 1947.

L’onda è un film da non perdere: sono troppe le riflessioni e gli interrogativi rivolti al nostro presente che scaturiscono da questo piccolo gioiello cinematografico.

 Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Cinema. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...