Religulous

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Larry Charles, regista di Borat (che consigliamo di vedere assolutamente), ha confezionato insieme all’attore Bill Maher questo gioiellino, un documentario che parla di religioni e ci annuncia sin dal titolo (contrazione di Religion e Ridiculous) il suo obiettivo: mostrarci quanto l’umanità sia succube e schiava di un sistema assurdo fondato sulla paura e sulla superstizione. Ci si accapiglia e ci si straccia le vesti contro i maghi, le fattucchiere e i ciarlatani, rei di approfittare della stupidità popolare per trarre benefici economici, ma non si fa altrettanto per denunciare una circonvenzione ben più organizzata e radicale che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo. Il problema è che la religione è una forma di potere, è il potere, su cui non si deve discutere, pena la morte fisica o sociale. Bill Maher, che nei suoi spettacoli parla del ridicolo dei contenuti fideistici, si trova a condurre una battaglia rischiando grosso. È un americano che critica il capovolgimento dei valori originali degli Stati Uniti d’America per costituire una società lontana dalla laicità, nonostante il 16% degli americani si professi non credente. Partendo dalla realtà “Stars and Stripes” Maher viaggia e incontra i cattolici a Roma, i musulmani a Gerusalemme, ad Amsterdam, per fare ritorno a casa sua e affrontare i Mormoni, Scientology, altre chiese e altri predicatori, tra cui Jose Luis De Jesus Miranda, che si professa discendente diretto di Gesù Cristo. Attraverso le testimonianze raccolte da Maher, ci si chiede come qualcuno possa avere il diritto insindacabile di stabilire che la sua fede è vera, mentre le altre sono solo imposture, quando sulla base dei documenti, dei racconti, delle pubblicazioni e delle azioni concrete viene fuori tutto un sistema globale basato in buona parte sul disturbo psichico (mitomania etc.).

Questo film è da non perdere e mi auguro resti nella storia per alcune scene che trovo irresistibili (i gay musulmani, la setta di marijuana di Amsterdam, il rabbino che sposa le tesi antisioniste di Ahmadinejad, il predicatore afroamericano che sostiene che «Gesù vestiva con molta eleganza, non era povero»). Sì, Maher ha la mia ammirazione e la mia simpatia perché è uno dei pochi, insieme a Odifreddi, Onfrai, Dawkins, che si spende per dar voce all’unica divinità che dovrebbe essere venerata: il dubbio. Attraverso la forma del documentario, Charles manda in avanscoperta un attore satirico colto che fa informazione e svela di volta in volta tutte le contraddizioni e storture del potere religioso. In Italia Religulous non ha una distribuzione adeguata (la copia che ho visto io è in originale), oltretutto pare che a Roma i manifesti del film siano stati oscurati dagli ultracattolici, e nel resto del mondo sono state tante le proteste contro questo film, culminate nel gran rifiuto di includerlo nelle nominations dell’Oscar per la sezione documentari.

Sottolineo e sposo le parole di Maurizio Porro sul Corriere della Sera nel presentare Religulous: “Vietato offendersi e/o censurare, è un’intelligenza viva, agnostica, liberatoria che si ride addosso”.

Marco Vignolo Gargini

 

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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