Oscar Wilde… tanto per cambiare!

Oscar_Wilde

Traducendo The Picture of Dorian Gray, mi sono imbattuto in tantissime espressioni che “dipingono” perfettamente i comportamenti del genere umano. Spesso sono costretto a fermarmi dalle risate che mi faccio, specie quando Wilde descrive le persone della “bella società”, ridicolizzandole per le pose, gli abbigliamenti, le ipocrisie, i modi di dire artefatti, la mancanza totale di buon gusto. Da queste espressioni si capisce perché all’epoca i nobili e i borghesi furono ben contenti della fine ingloriosa dello scrittore irlandese: avevano mandato in carcere uno dei pochi artisti intelligenti e colti in grado di osservarli e metterli a nudo davanti a tutti.

Prendiamo ad esempio queste poche righe tratte dal capitolo quindicesimo del The Picture of Dorian Gray:

Yes: it was certainly a tedious party. Two of the people he had never seen before, and the others consisted of Ernest Harrowden, one of those middle-aged mediocrities so common in London clubs who have no enemies, but are thoroughly disliked by their friends; Lady Ruxton, an overdressed woman of forty-seven, with a hooked nose, who was always trying to get herself compromised, but was so peculiarly plain that to her great disappointment no one would ever believe anything against her; Mrs. Erlynne, a pushing nobody, with a delightful lisp and Venetian-red hair; Lady Alice Chapman, his hostess’s daughter, a dowdy dull girl, with one of those characteristic British faces that, once seen, are never remembered; and her husband, a red-cheeked, white-whiskered creature who, like so many of his class, was under the impression that inordinate joviality can atone for an entire lack of ideas.

La traduzione italiana, purtroppo, nonostante gli sforzi di tutti i traduttori, me incluso, non riesce a reggere il passo:

“Sì: era indiscutibilmente un ricevimento noioso. Due dei presenti non li aveva mai visti prima, e gli altri erano Ernest Harrowden, una di quelle mediocrità di mezz’età, così comuni nei club londinesi, che non hanno nemici e però stanno sempre sulle scatole ai loro amici; Lady Ruxton, una donna di quarantasette anni troppo vestita, con un naso ricurvo, sempre in cerca di farsi compromettere, ma talmente scialba che, con suo grande disappunto, nessuno avrebbe mai creduto a nulla detto contro di lei; Mrs. Erlynne, un’intraprendente nullità, che parlava con una deliziosa lisca e aveva i capelli color rosso veneziano; Lady Alice Chapman, la figlia della padrona di casa, una ragazza sciatta e grigia, con una di quelle caratteristiche facce britanniche che, viste una volta, non si ricordano più; e suo marito, con le gote rosse e i baffi bianchi, convinto, come molti della sua classe, che la giovialità disordinata può compensare una totale mancanza di idee.”

In queste poche righe sembra di vedere quei personaggi tanto di moda oggi. Quante middle-aged mediocrities popolano le trasmissioni tv, le istituzioni locali e nazionali, gli eventi culturali organizzati in ogni luogo? Qui da noi abbondano e, anzi, sono l’articolo più richiesto. E che dire del pushing nobody? Il nostro paese rigurgita di nullità che spingono, si fanno largo, si accasano, vogliono emergere, si fanno raccomandare e anche votare, e più sono dei “signor Nessuno”, più sono accaniti e rompiscatole, per non parlare di quelli che credono che inordinate joviality can atone for an entire lack of ideas… e qui viene da pensare a tutti i buffoni che riempiono gli schermi, i teleschermi, i palcoscenici teatrali e i ricevimenti in genere. Cosa direbbe Wilde oggi di fronte ai reality shows, alle risse televisive, ai programmi d’intrattenimento popolare? Quale sarebbe, per esempio, il suo commento sulla pletora di stilisti, creativi, artisti contemporanei che sembrano dettare legge nel campo della moda, del design, dell’arte? Ho l’impressione che basta leggere i suoi scritti per avere già una opinione. Sono passati oltre cento anni dalla pubblicazione di The Picture of Dorian Gray, ma la situazione non sembra molto cambiata. Oggi fanno tendenza i tamarri, le veline, il babbione o la babbiona, i disturbati borderline, ecc., ecc.. Se si vuole essere popolari occorre essere una mediocrità…

©Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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