Remigino

prima elementare

Il 1° ottobre in Italia, fino al 1977, rappresentava una data speciale, era il primo giorno di scuola, e i bambini che indossavano il grembiule con il fiocco azzurro venivano chiamati “remigini”, dal nome di San Remigio, vescovo francese vissuto lungamente tra il 437 e il 533, la cui ricorrenza è festeggiata per l’appunto il 1° ottobre.

Anch’io sono stato un “remigino”, dal 1970, e la prima volta che varcai un’aula scolastica non fu di mattina… eh sì, sono nato nel 1964, anno record mai più eguagliato per la demografia italiana, con 1.035.207 nascite, perciò, all’inizio entrai a scuola alle 14.00, il turno pomeridiano, in attesa che le classi, mai così numerose, venissero sistemate tutte nelle loro rispettive aule. Ci vollero tre mesi perché la mia scuola, la “Dante Alighieri” di Lucca, riuscisse a riassettare gli orari, gli insegnanti, le stanze. Purtroppo, all’epoca le cose erano complicate dal fatto che esistevano ancora le cosiddette “classi differenziali”, dove bambini diversamente abili, sul piano fisico o psicologico, erano tenuti separati dai loro coetanei, in una sorta di ghetto… tra parentesi, sento oggi qualche deficiente (indovinate di quale fazione politica?) riproporre quell’aberrazione, che venne sacrosantamente abolita a partire dall’anno scolastico 1971-72.

Immagino che molti ricordino quel 1° ottobre come un evento che ha segnato la loro vita, decidendo della fine effettiva dell’infanzia e inaugurando la fase che porta all’età adulta. Per qualcuno quel giorno è stato un trauma, io stesso conservo nella mia memoria l’immagine di una piccola compagna che pianse per ore, disperata per aver visto la madre uscire dalla porta dopo averla accompagnata. Personalmente, sorrido ripensando a quei momenti che precedettero l’inizio della prima lezione scolastica della mia vita: l’acquisto all’UPIM del grembiulino nero, del fiocco azzurro, dei quaderni, dell’astuccio e della cartella, la vestizione con mia madre che mi sistemava il fiocco, e l’entrata trionfale con tutti quei bambini vocianti, piangenti, ridenti che mi circondavano, scortati dalle mamme commosse. Un bel quadretto di un’Italia che non c’è più e per la quale provo un pochino di nostalgia. E poi la mia maestra, che rimase sbigottita quando si accorse che sapevo già leggere e scrivere… fu mia madre a spiegarle che avevo imparato a quattro anni e da allora leggevo “Topolino” e tutto quello che mi capitava sotto mano (era il ’68, il mio personale ’68, anno in cui iniziò la mia bibliomania…). Infine, i miei compagni, persone con cui ho vissuto per cinque anni e che poi non ho praticamente più rivisto…

Forse, è bene che mi fermi qui… sento uno strano pizzicore nei miei occhi…

Scusatemi, per una volta ho parlato di fatti miei.

M.V.G.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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3 risposte a Remigino

  1. Donatella ha detto:

    anche io sono nata nel 64……che bei ricordi mi hai riportato alla mente…..grazie

  2. Andrea ha detto:

    io arrivo nel 65….ma ho rivisto il "film" del mio primo giorno…non hai parlato di fatti tuoi, ma del bagaglio di esperienze di tutti noi !

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