La “vendetta” di Carosio

Il calcio illustrato

 All’interno dell’ultimo numero di “Arcipelago”, il bimestrale dell’ARCI di Lucca, è uscito un mio articolo sull’ingloriosa fine della Lucchese Libertas. Per chi non riuscisse ad avere la rivista, metto qui il mio articolo e lo segnalo a chi non avesse fin qui capito cosa hanno combinato qui a Lucca… Buona lettura!

La “vendetta” di Carosio

Le cronache riportano un episodio occorso al famoso giornalista Nicolò Carosio: ospite a Lucca, fu affrontato nella centralissima Piazza San Michele e schiaffeggiato da un noto personaggio della nostra città, a causa di una radiocronaca ritenuta non obiettiva. Sembra che Carosio se la sia legata al dito. L’ultimo commento di una partita della Lucchese in serie A è stato proprio del Nicolò nazionale, in quel caso si trattava dello spareggio con la Triestina per rimanere nella massima divisione, sul campo neutro di Bergamo. Il tono di voce di Carosio fu alquanto esultante per la rete degli “alabardati” che condannò i rossoneri alla retrocessione, segnata al 76’ da Enore Boscolo. Era il 6 luglio 1952 e da allora sono passati cinquantasei anni… la Lucchese non ha più rivisto la serie A. Una sorta di anatema pare aver aleggiato, solo poche Cassandre erano giunte a temere il peggio, che è avvenuto puntualmente nella fatidica notte tra il 14 e il 15 luglio 2008.

L’Associazione Sportiva Lucchese Libertas dopo 103 anni di vita non fa più parte del calcio professionistico… e questo è quanto.

Per gli amanti delle statistiche, è bene ribadire che la Lucchese Libertas ha militato per nove anni in serie A, fornendo nove giocatori alla nazionale italiana, tra cui un campione mondiale (Aldo Olivieri, portiere degli azzurri in Francia nel 1938), e un campione olimpico (Libero Turiddo Marchini, interno protagonista dei giochi di Berlino nel 1936). Inoltre, il 6 novembre 1921, in occasione della gara Svizzera-Italia, la Lucchese Libertas fu la prima squadra italiana del centro-sud a fornire giocatori alla nazionale con due suoi tesserati: Johnny Moscardini e Ernesto Bonino. Moscardini coronò l’esordio segnando al 10’ l’unica rete azzurra dell’1-1 finale.

Da Lucca sono passati allenatori che hanno ottenuto successi in campo nazionale e internazionale: Egri Erbstein, magiaro di origine ebrea, guidò la Lucchese dal 1933 al 1938, per poi dover imbattersi nelle ignobili leggi razziali e riparare a Torino, dove avrebbe vinto il suo primo e, ahimè, ultimo scudetto, perendo tragicamente a Superga il 4 maggio 1949 insieme alla grande squadra granata; Giuseppe Ferruccio Viani, detto Gipo, futuro tecnico del Milan del Gre-No-Li, impressionò tutti con il suo originale modulo tattico senza un attaccante centrale e con la spinta laterale delle ali, il celebre Vianema, e fu proprio grazie a questo modulo che la Lucchese del campionato di serie A 1948-49 fu portata da Viani a disputare un girone d’andata strepitoso che rimarrà nella memoria della nostra città; Marcello Lippi allenò la Lucchese in serie B nel campionato 1991-92, giungendo ottavo a pochi punti dalla zona promozione, iniziando praticamente da qui la sua lunga galoppata verso i trionfi con la Juventus e il titolo con la nazionale italiana ai Mondiali del 2006 in Germania.

Tolta la parentesi dei nove tornei consecutivi in serie B degli anni ’90, e la mancata promozione in A per soli due punti nella stagione 1990-91 con alla guida Corrado Orrico, la Lucchese è andata incontro al suo umiliante crepuscolo, e nella sciagura non sono mancati episodi che hanno offeso la storia secolare di una società di calcio apprezzata un tempo per la gestione economica e la tifoseria. Lucca ha perso qualcosa di più di una squadra di calcio, ha permesso che si dilapidasse una parte vitale di sé, soprattutto è rimasta troppo a lungo indifferente di fronte a un manipolo di disadattati che s’erano appropriati della curva del Porta Elisa per promuovere una delirante nostalgia del nazi-fascismo. Occorreva un Brera o un Casalbore per narrare con arte un epilogo siffatto, sarebbe stato importante ascoltare un cronista di razza mentre preconizzava la fine prossima ventura di un patrimonio costruito negli anni con amore e rispetto da persone che avevano alto il senso dello sport. Invece ci è toccato svegliarci un mattino e venire a sapere che la Lucchese non esisteva più, semplicemente, per colpa di una conduzione societaria considerata affidabile fino a pochissimo tempo prima. Ma siamo sicuri che la responsabilità sia di una persona sola? La domanda è volutamente retorica.

La “vendetta” di Carosio s’è consumata.

© Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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