Bolt! Bolt!

Bolt 100-200

Con tutto il rispetto per Phelps, otto ori non valgono le due vittorie di Usain Bolt su 100 e 200 metri piani, con rispettivi record del mondo battuti, stracciati. 9.69 il tempo dei 100 e 19.30 quello dei 200! Il velocista giamaicano si è presentato a Pechino senza body avveniristici, materiali ultratecnologici, etc., ma con una mise che poteva andare benissimo anche trent’anni fa. Ciò che abbiamo visto non solo sembrava ottenuto con il minimo sforzo, ma sdrammatizzava tutta una serie di atteggiamenti, di pose, di certi atleti che fanno tanta, troppa scena, annoiandoci con la loro seriosità. Usain Bolt ci ha offerto  la sua gioia, il suo divertimento, lo sport. Finalmente! Poi si possono collezionare medaglie a ripetizione con il presidente in tribuna che sventola la bandierina stelle e strisce… noi amiamo questo ragazzo giamaicano che si mette a ballare scalzo dopo aver compiuto quello che altri si sognano, soprattutto amiamo questa mentalità che riporta l’atletica, la grande, immensa atletica, a dare un’immagine di bellezza, armonia, positività che sembrava perduta grazie a quei Marcantoni con i muscoli gonfiati ad arrancare sulle piste.

Mi auguro davvero di tutto cuore che Bolt sia pulito e non abbia fatto ricorso a sostanze dopanti. Voglio credere a questo genio e bearmi di fronte a quello che ho visto in queste due inarrivabili pagine di letteratura… 

Una postilla dedicata al presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Jacques Rogge, che ha criticato Bolt per i suoi festeggiamenti dopo le vittorie, sostenendo che l’atleta giamaicano ha ecceduto mancando di rispetto agli avversari… nessuno, eccezion fatta per Rogge, s’è sentito offeso e ha accusato Bolt d’aver irriso gli sconfitti, pertanto non si capisce questo genere di “censura” etica che, in tutta franchezza, appare speciosa. O forse la si può capire… Comunque, sono più interessanti e appropriate le parole di un campione come l’ex velocista namibiano  Frankie Fredericks, eletto alla presidenza della commissione atleti in seno allo stesso Comitato Olimpico Internazionale, nonché medaglia d’argento a Barcellona ’92 e ad Atlanta ’96: «I festeggiamenti dopo una medaglia d’oro e un record del mondo non sono qualcosa che si possono programmare, è un momento unico e ciascuno reagisce a suo modo… Non ho mai vinto una medaglia d’oro olimpica ed è impossibile dire come avrei reagito. Questo è un appuntamento a cui ci si prepara per quattro anni e la vittoria è un momento unico. Non si fanno prima le prove su come si festeggerà in caso di vittoria. Non ce n’é il tempo perché lì ci sono altri sette atleti che vogliono lo stesso titolo… Bolt ha 22 anni e non puoi dire come reagire ad un ragazzo che corre i 100 in 9.69. Credo che tutti qui a Pechino dovremmo essere contenti dello spettacolo che ci ha regalato».

Marco Vignolo Gargini

Per chi volesse rivivere queste due gare meravigliose:

http://www.pechino2008.rai.it/dl/RaiSport/ContentItem-d51ca130-2afe-4c0c-b23f-f236dccac28a.html

http://www.pechino2008.rai.it/dl/RaiSport/ContentItem-e8dabdbc-233f-41b4-9138-9d0e7096cc60.html

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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