Fiorenzo Magni (7 dicembre 1920 – 19 ottobre 2012)

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   Il toscanaccio di Vaiano, in di Prato, era il “terzo uomo”, dietro Bartali e Coppi, riusciva a vincere e a gareggiare nonostante fosse bersagliato da fischi e insulti per il suo passato da repubblichino; eppure documenti apparsi recentemente lo hanno in parte scagionato dall’accusa di collaborazionismo con i nazifascisti (addirittura accusato di strage per lo scontro di Valibona del 3 gennaio 1944) e hanno fatto emergere servizi resi ai Partigiani nell’ultimo periodo della guerra [1]. Fiorenzo Magni, dal naso camuso come un boxeur, è stato un grandissimo ciclista, forse il più grande discesista italiano di tutti i tempi, capace di recuperare minuti persi in salita e trionfare tre volte consecutive al Giro delle Friandre (1949-1950-1951) e al Giro d’Italia (1948-1951-1955), diventando il più anziano vincitore della maglia rosa. Solo una settimana fa era apparso a Roma al Salone d’Onore del CONI alla presentazione del libro a lui dedicato e scritto da Auro Bulbarelli, con prefazione di Sergio Zavoli, Magni, il terzo uomo.

© Marco Vignolo Gargini

http://it.wikipedia.org/wiki/Fiorenzo_Magni

[1] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/15/fiorenzo-magni-la-sua-ombra.html

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